sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Giovanna Casadio

La Repubblica, 10 febbraio 2023

Lo scrittore, di fede anarchica, si dichiara “allibito” sia per la severità della pena che per le manifestazioni di piazza contro il 41 bis. “Cerchiamo una soluzione umana: se Nordio ha confermato il 41 bis per Cospito, intervenga chi sta più in alto, penso al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella”. Paolo Cognetti, lo scrittore autore di “Le Otto montagne”, da anarchico si dichiara “allibito” sia per la severità della pena che per le manifestazioni di piazza contro il 41 bis. E dice: “I boss con Cospito non c’entrano niente”.

Cognetti, il ministro della Giustizia Nordio ha confermato il 41 bis, il carcere duro, per Alfredo Cospito: lei come reagisce?

“Da anarchico sono arrabbiato innanzitutto per l’equivalenza che si fa sui media tra il movimento anarchico e la sua parte insurrezionalista. Quando vado nelle scuole e parlo di anarchia, vedo i ragazzi confusi perché questo è il racconto che ricevono: bombe, violenza e scontri di piazza. In realtà stiamo parlando di un universo molto più vasto, di cui faccio parte io come altri studiosi, operatori sociali, intellettuali italiani. È come se fossimo tifosi dell’anarchia football club, dove c’è una curva di ultrà violenti. È un metodo d’azione che hanno scelto e che tantissimi di noi non condividono”.

Dicevamo del rifiuto di Nordio, mentre sono già 113 giorni di digiuno di Cospito in galera...

“Provo un senso di assurdità per questa pena, perché il 41 bis è la prima volta che viene assegnato per un reato di stampo politico. Che Cospito sia al vertice di una organizzazione terroristica e sovversiva, per cui è necessario il 41 bis per impedirgli di dare ordini dal carcere, è falso, perché non c’è nessuna organizzazione di quel tipo e lui non è a capo di nulla. Né il movimento anarchico è equiparabile in alcun modo alla mafia. Mi pare quella per Cospito una condanna vendicativa, simbolica, esemplare”.

Ma chi ha sbagliato e sta sbagliando di più?

“Vorrei che ci fosse qualcuno che saggiamente potesse tiralo fuori da lì. Se non è il ministro della Giustizia, spero qualcuno più in alto. Penso al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Sono anche sconcertato dall’equivoco sul 41 bis. È una norma introdotta dopo le stragi di Falcone e Borsellino, in una fase storica di vera e propria guerra alla mafia. Vorrei capire se è servita, se serve ancora, se è superata perché ora si possono usare altri mezzi. Ma questo è oggetto di studio e discussione, non di cortei. Mi lascia allibito l’idea di scendere in piazza per manifestare contro il 41 bis e così accomunare noi stessi, Cospito, ai boss mafiosi. Vorrei ricordare che la popolazione carceraria è di 57 mila persone, 10 mila in più dei posti disponibili nelle carceri. Il 41 bis riguarda circa 800 di loro. Parliamo dei diritti dei detenuti, della situazione nelle carceri: di questo mi occuperei, piuttosto che di quelli al 41 bis. Per un anarchico anche i boss mafiosi sono tiranni da combattere”.

Teme ci sia un patto tra Cospito e la criminalità organizzata?

“No, io temo che Cospito sia confuso. Comunicare è impossibile, non ho idea di cosa succeda in un carcere del genere. Cospito ha voluto fare di se stesso un simbolo. Ma di una persona che mette delle bombe artigianali, cioè due pentole a pressione riempite di polvere da sparo, davanti a una caserma di allievi carabinieri, faccio fatica a capire il pensiero politico. Tanti dei suoi gesti sono delle provocazioni”.

Siamo entrati in una spirale, in un muro contro muro tra governo e anarchici?

“Se ci si mette a fare un braccio di ferro contro questo governo, in un certo senso li inviti a nozze. E quando scegli di usare la violenza contro la violenza il risultato è semplice: vince il più forte”.

Una via d’uscita è possibile? Lo Stato può assistere al lento suicidio di un detenuto?

“Tante strade ci possono essere, se si vogliono praticare. Invoco il buon senso di chi ha il potere di trovare una via. Ha presente la canzone “Il bombarolo” di De Andrè? Cospito sembra quel personaggio anacronistico. Lo Stato ha il dovere di salvarlo, in quanto detenuto. Per gli anarchici il suicidio è un atto di libertà, quella di scendere dalla barca della vita. Però un suicidio in condizione di detenzione non è all’interno della tua libertà”.

Donzelli-Delmastro contro i dem che hanno visitato Cospito in carcere, Cosa ne pensa?

“Solo la solita zuffa parlamentare. Penso sia desolante”.