di Sergio Giordani*
La Repubblica, 15 settembre 2025
È con grande piacere che Padova ospita nuovamente il Festival di Salute, un appuntamento decisamente significativo nella divulgazione medica e scientifica. La salute è uno dei diritti fondamentali per tutte le persone, siano esse nate nel benestante occidente, siano esse abitanti delle zone meno sviluppate del pianeta. È un tema fondamentale che riguarda la dignità umana e non si limita ad una semplice assenza di malattie o a una cura adeguata quando esse si manifestino, ma include numerosi altri fattori come ha evidenziato molto bene l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Parlare di salute oggi vuol dire quindi anche parlare di diritti umani, di giustizia sociale, di distribuzione della ricchezza nel mondo e nei singoli Stati, insomma di un futuro, che mai come in questi ultimi anni sembra oscuro e minaccioso come non accadeva da tempo.
Padova è da secoli una città nella quale, grazie anche alla sua Università, si dibatte liberamente, e quindi è il luogo ideale per affrontare con scienziati e studiosi, ma anche con altre figure di spicco, il tema della salute, alla luce non solo delle grandi opportunità che la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica ci stanno offrendo negli ultimi anni, ma anche delle questioni etiche e morali che questa rivoluzione ci pone. Oggi la medicina e la chirurgia offrono delle opportunità di cura impensabili solo pochi anni fa, e anche nella nostra Regione la cronaca dà giustamente risalto a interventi straordinari mai fatti prima d’ora. Dobbiamo essere orgogliosi di questi risultati, ma dobbiamo ricordarci sempre che è altrettanto importante avere un livello di assistenza a tutta la popolazione efficace e capillare, garantito a partire dai medici di base fino alle prestazioni ambulatoriali e di analisi.
La nostra Costituzione prevede che l’accesso alle cure sia garantito a tutti, senza distinzione e il nostro Servizio Sanitario Nazionale è una conquista di civiltà e uguaglianza che molti Paesi nel mondo ci invidiano. Non dobbiamo dimenticare anche, che la nostra Sanità e in generale quella dei Paesi più sviluppati non ha paragoni per qualità e percentuale dei cittadini serviti con quella di tanti altri Stati nel mondo a partire dall’Africa. Gli straordinari interventi del Cuamm-Medici con L’Africa, che proprio a Padova ha la sua sede lo testimoniano concretamente ogni giorno: dobbiamo fare di più per la salute delle tante persone che ancora in troppe aree del mondo non hanno accesso spesso neppure alle cure di base.
La ricerca oggi sta sviluppando farmaci ad hoc, non solo per ogni patologia, ma potenzialmente su misura per ogni paziente, una cosa fantastica, ma questi farmaci saranno per tutti o solo per chi li potrà pagare? Dobbiamo fare in modo che siano assicurati l’uguaglianza e la pari opportunità nell’accesso alle cure anche in futuro, ancor di più di oggi.
Infine non meno importante, c’è la necessità di difendere la scienza dall’attacco, oramai ai massimi livelli, di personaggi che ne mettono in dubbio l’attendibilità, il valore, e la sicurezza. Un oscurantismo che fa rabbrividire e che potrebbe causare danni incredibili alla salute di milioni di persone nel mondo. Perché è folle spacciare per libertà l’idea che ogni posizione, in ambito medico o scientifico abbia lo stesso peso. Non è che se un milione di persone dicono che 2 + 2 fa 5 questo sia vero. Le verità scientifiche non si decidono a maggioranza. Al Festival di Salute si parlerà di tutto questo e sono certo che le riflessioni e le analisi saranno estremamente interessanti e utili a tutti noi.
*Sindaco di Padova











