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parmatoday.it, 8 novembre 2026

La Garante dei detenuti Veronica Valenti: “Insofferenza anche tra chi lavora all’interno. Comuni e Regione chiamati a intervenire per tutelare la dignità delle persone ristrette”. Anche Parma è coinvolta nell’emergenza sovraffollamento delle carceri in Emilia Romagna. Dal 2013, nell’ambito degli interventi per aumentare la disponibilità di posti negli istituti penitenziari, sono stati realizzati nuovi padiglioni anche nel carcere parmigiano. Un ampliamento che rientra nei 550 posti aggiuntivi messi a disposizione in regione negli ultimi anni, ma che non è bastato a risolvere il problema. Il quadro regionale è particolarmente critico: nelle dieci strutture penitenziarie dell’Emilia-Romagna si contano oltre 4.100 persone detenute, con 1.133 presenze in più rispetto alla capienza regolamentare e un tasso medio di sovraffollamento del 37%.

Sono arrivati a 810 i detenuti presenti nel carcere di via Burla a Parma. Un numero che fotografa una situazione sempre più difficile, con pesanti ripercussioni non soltanto sulle persone private della libertà personale, ma anche su chi lavora quotidianamente all’interno dell’istituto penitenziario. A lanciare l’allarme è Veronica Valenti, che - in un’intervista a Radio Bruno - sottolinea le difficoltà crescenti legate al sovraffollamento. “Il numero dei detenuti è aumentato, siamo arrivati a 810 detenuti con una sofferenza incredibile sia delle persone private della libertà personale, ma un’insofferenza anche delle persone che all’interno dell’Istituto di via Burla lavorano”, afferma. Una condizione che, secondo Valenti, non sembra destinata a migliorare nel prossimo futuro. “Anche a Parma la situazione non è destinata a migliorare”, avverte, chiedendo un cambio di passo nella gestione dell’emergenza e nuove risorse per affrontare le criticità.

L’appello agli enti locali - La garante richiama in particolare il ruolo delle istituzioni territoriali. “Si richiede sempre di più la sperimentazione di nuove energie e anche gli enti locali, i Comuni, la Regione sono chiamati in questo momento storico a rispondere con iniziative diverse per tutelare davvero la dignità delle persone ristrette”. L’obiettivo è andare oltre la gestione dell’emergenza, mettendo in campo interventi capaci di migliorare le condizioni di vita all’interno del carcere e sostenere percorsi di dignità e reinserimento. Un impegno che, secondo Valenti, deve coinvolgere l’intera comunità istituzionale, a partire proprio dal territorio.