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parmatoday.it, 21 marzo 2026

Il bilancio della Polizia penitenziaria evidenzia carenze di personale ma anche un’intensa attività operativa: 181 reati segnalati, sequestri di droga e cellulari e migliaia di traduzioni. Un anno complesso, segnato da numeri elevati e da una costante emergenza legata alla carenza di personale. È il quadro che emerge dal bilancio 2025 degli istituti penitenziari di Parma, dove la Polizia penitenziaria ha gestito una popolazione di oltre 2mila detenuti, operando in condizioni di sotto organico. L’attività quotidiana ha puntato soprattutto alla riduzione delle tensioni interne: sono stati 209 gli episodi di autolesionismo registrati, mentre ben 40 tentativi di suicidio sono stati sventati. In calo anche le aggressioni, con 32 episodi di violenza diretti verso operatori penitenziari.

A fronte di una dotazione teorica di 483 unità, il personale effettivamente in servizio si ferma a 361 agenti (336 uomini e 25 donne), tra cui 42 impegnati prevalentemente in servizi di traduzione e piantonamento. Una carenza significativa, che incide sull’organizzazione quotidiana nonostante i nuovi arruolamenti avviati a livello ministeriale. Nel corso del 2025 sono stati 2022 i detenuti complessivamente vigilati. Le procedure di ingresso attivate sono state 647, mentre 625 quelle di dimissione. Per 498 persone è stato effettuato il prelievo di campioni biologici destinati alla Banca dati nazionale del Dna.

Intensa anche l’attività di polizia giudiziaria: 181 le informative di reato trasmesse, relative soprattutto a traffico di stupefacenti, violenze, minacce e introduzione illegale di dispositivi di comunicazione. Complessivamente sono stati eseguiti 417 atti delegati dall’autorità giudiziaria e da altre forze di polizia. Le operazioni di controllo hanno permesso di contrastare l’ingresso di oggetti vietati: sequestrati 3 droni, 74 telefoni cellulari, oltre 800 grammi di hashish e 22 grammi di cocaina.

Sul fronte sanitario, per 350 giorni sono stati garantiti servizi di piantonamento per 118 detenuti ricoverati all’esterno, con un impiego complessivo di 5.147 unità di personale. Le traduzioni effettuate sono state 2.676 (63 in aereo), per un totale di oltre 9mila unità impiegate: 374 trasferimenti verso aule di giustizia, 140 verso altri istituti e oltre 2.400 verso strutture sanitarie, di cui 287 in emergenza.

Rilevante anche l’attività legata ai colloqui: 6.696 ore in presenza e 19.800 in videoconferenza, con oltre 10mila controlli sulle persone entrate in istituto e più di 5mila verifiche sui pacchi destinati ai detenuti. Parallelamente, è proseguita la formazione del personale: 432 gli agenti coinvolti in corsi di aggiornamento, tra difesa personale, uso dello sfollagente, tecniche investigative e primo soccorso. Attivati anche percorsi di supporto psicologico che hanno interessato 80 operatori. Numeri che, nel loro complesso, restituiscono l’immagine di un sistema penitenziario fortemente impegnato su più fronti, tra gestione della sicurezza, carichi di lavoro elevati e necessità di risorse aggiuntive.