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parmatoday.it, 29 maggio 2026

La Corte Europea dei diritti dell’uomo condanna l’Italia per un detenuto del carcere di Parma. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia per il caso di Francesco Pelle, detenuto al 41 bis che attualmente si trova nel carcere di via Burla di Parma, ergastolano e paraplegico. “Il ricorrente non ha ricevuto cure mediche adeguate durante la detenzione. La sua condizione ha superato il livello inevitabile di sofferenza insito nella detenzione, integrando così un trattamento inumano e degradante”. Sono queste alcune delle parole durissime contenute nella sentenza, depositata il 21 maggio 2026. Il ricorso era stato presentato da Francesco Giampaolo, uno dei legali di Francesco Pelle, che da anni sollecita la magistratura per far sì che il suo assistito riceva cure adeguate. 

Nel gennaio 2023 le autorità sanitarie del carcere di Parma avevano riconosciuto che “il ricorrente necessita di trattamento fisioterapico permanente” e che via Burla “non dispone di un reparto di riabilitazione nè del personale necessario per garantire programmi intensivi e continuativi”. Francesco Pelle sta scontando una condanna definitiva all’ergastolo per omicidio in concorso, tentato omicidio, lesioni personali aggravate dal metodo mafioso. È stato infatti coinvolti nella faida di San Luca, culminata poi nella strage di Duisburg dell’agosto 2006. È paraplegico da circa vent’anni e si trova su una sedia a rotelle. Quando aveva 28 anni è stato raggiunto da alcuni colpi di fucile mentre si trovava nella sua abitazione.