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di Christian Donelli

parmatoday.it, 5 novembre 2024

Si è svolta nel pomeriggio di giovedì 31 ottobre l’udienza del processo per la morte di un detenuto italiano di 48 anni, avvenuta durante il trasferimento dal carcere di via Burla a Parma alla casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, il 3 dicembre del 2018. Sul banco degli imputati il medico di guardia del carcere di Parma, dipendente dell’Ausl, che ha dato il via libera al trasporto dell’uomo in ambulanza, che è accusato di omicidio colposo. Era stato lui infatti a firmare il nulla osta per il trasferimento.

Secondo l’accusa infatti il sanitario non avrebbe predisposto le misure di sicurezza necessarie per garantire l’incolumità del detenuto che aveva diverse patologie. Non avrebbe disposto, per esempio, la presenza di medici o infermieri a bordo del mezzo. Nel corso dell’udienza sono state ascoltate le testimonianze di un detenuto del carcere di Torino, presente al momento dell’arrivo del 48enne nella casa circondariale, e di un ispettore di polizia sempre del carcere Lorusso e Cutugno. Secondo l’agente quando è arrivato all’ufficio matricola - il settore dove vengono effettuate le operazioni preliminari prima dell’ingresso - il 48enne già non respirava. La prossima udienza, dove verranno ascoltate le testimonianze del medico legale, del consulente tossicologico e del medico di pneumologia dell’Ospedale di Parma, si svolgerà il 21 novembre.

Il 48enne, che era stato trasferito su disposizione del Dap che, secondo quanto emerso avrebbe agito su indicazione dell’Ausl di Parma, è morto, come rivelato dall’autopsia effettuata dal medico legale, a causa di “un’insufficienza respiratoria acuta in un paziente affetto da varie tipologie, tra cui un’insufficienza respiratoria cronica, uno scompenso cardiaco cronico e una grave obesità”. La moglie, la madre e il padre del detenuto si sono costituiti parte civile nel processo. L’avvocato Monica Moschioni di Parma, che rappresenta la madre del detenuto aveva chiesto ed ottenuto la citazione nella loro qualità di responsabili civili dell’Ausl di Parma e del Ministero della Giustizia.

“La sera prima del trasferimento - sottolinea l’avvocato Monica Moschioni - il detenuto 48enne, poi deceduto, era stato ricoverato d’urgenza proprio per le sue patologie respiratorie. Il Tribunale di Sorveglianza, dopo la mia richiesta, aveva disposto una perizia che avrebbe dovuto stabilire la sua compatibilità con il carcere. La decisione del suo trasferimento dal carcere di Parma al Lorusso Cotugno di Torino è avvenuta proprio mentre aspettavamo di conoscere il responso del Tribunale”.