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di Christian Donelli

parmatoday.it, 25 marzo 2022

Prima udienza del processo che vede imputato per omicidio colposo un sanitario dell’Ausl di Parma: secondo l’accusa non avrebbe disposto le misure necessarie per il 48enne, affetto da gravi patologie respiratorie.

È iniziato nella mattinata di ieri, giovedì 24 marzo, al Tribunale di Parma il processo che vede come imputato un medico del carcere di via Burla, accusato di omicidio colposo per la morte di un detenuto di 48 anni, avvenuta il giorno del suo trasferimento dal carcere parmigiano alla casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, il 3 dicembre del 2018.

Secondo l’accusa il sanitario, dipendente dell’Ausl di Parma, avrebbe dato il nulla osta al trasferimento nonostante le condizioni di salute dell’uomo, affetto da varie patologie e in particolari da gravi problemi respiratori, non disponendo le misure sanitarie necessarie in quel contesto, come per esempio la presenza di un medico a bordo. Dopo il rinvio a giudizio del medico e l’udienza preliminare stamattina si è svolta la prima udienza dibattimentale.

La moglie, la madre e il padre del detenuto si sono costituiti parte civile nel processo. Nel corso dell’udienza l’avvocato Monica Moschioni di Parma, che rappresenta la madre del detenuto ha chiesto la citazione nella loro qualità di responsabili civili, dell’Ausl di Parma e del Ministero della Giustizia. Il Giudice ha accolto la richiesta e ha fissato la nuova udienza del processo per il 7 luglio. Nelle udienze successive verranno sentiti i testimoni di accusa e difesa: il medico del carcere sotto accusa ha scelto il rito ordinario per il giudizio.

“La sera prima del trasferimento - sottolinea l’avvocato Monica Moschioni - il detenuto 48enne, poi deceduto, era stato ricoverato d’urgenza proprio per le sue patologie respiratorie. Il Tribunale di Sorveglianza, dopo la mia richiesta, aveva disposto una perizia che avrebbe dovuto stabilire la sua compatibilità con il carcere. La decisione del suo trasferimento dal carcere di Parma al Lorusso Cotugno di Torino è avvenuta proprio mentre aspettavamo di conoscere il responso del Tribunale”.