Gazzetta di Parma, 3 novembre 2020
Intatto, almeno finora, il calendario dei processi. Ma a Parma, come nel resto del Paese, detenuti collegati in videoconferenza dal carcere quando vorranno prendere parte alle udienze. È uno dei provvedimenti inseriti nel decreto legge "Ristori", firmato nei giorni scorsi, per cercare di far proseguire il lavoro giudiziario con maggiore sicurezza dopo la risalita dei contagi un po' ovunque.
Come già sperimentato durante i mesi di lockdown, i detenuti potranno partecipare da remoto attraverso Teams, la piattaforma utilizzata dal ministero della Giustizia. Sono previste alcune eccezioni, per esempio nel caso di discussioni finali, a meno che le parti acconsentano.
Ma anche nella fase delle indagini sarà possibile mandare avanti le attività pur sedendo in stanze separate e anche a molti chilometri di distanza. Il decreto prevede che l'indagato e la persona offesa possano essere sentiti dal pm anche in collegamento dallo studio del difensore che li assiste, mentre i consulenti o gli esperti di cui si avvalgono il pubblico ministero e la polizia giudiziaria potranno essere ascoltati anche dal loro stesso ufficio. Una modalità a cui, tuttavia, il difensore dell'indagato potrà opporsi, se è prevista la sua presenza. Tutte novità a termine, naturalmente. Finché la nuova emergenza non sarà rientrata.











