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parmatoday.it, 25 maggio 2025

Luca Marola, storico militante radicale: “Io digiunerò il 28 maggio alla vigilia dell’udienza conclusiva il processo contro la cannabis light in cui sono il principale imputato”. Da lunedì 26 maggio a rotazione ogni ventiquattro ore, i militanti di Radicali Parma digiuneranno per sollecitare una risposta urgente al dramma del sovraffollamento carcerario e per sostenere la proposta di legge Giachetti, che rappresenta una riforma strutturale e necessaria del sistema penitenziario. La loro azione nonviolenta si inserisce nell’ambito dell’iniziativa nazionale promossa dall’associazione Nessuno tocchi Caino. La proposta prevede l’ampliamento delle misure alternative alla detenzione, il riconoscimento pieno del diritto alla salute delle persone detenute, e il rilancio della funzione rieducativa e costituzionale della pena.

Oltre alla questione carceraria, l’iniziativa denuncia anche gli effetti devastanti del Decreto Legge Sicurezza, che compromette diritti fondamentali, aggrava le condizioni nelle carceri, colpisce il dissenso e i più fragili e rende illegale l’intera filiera della canapa industriale.

Valeria Di Cosmo, segretaria di Radicali Parma, sottolinea: “La politica deve avere il coraggio di affrontare con lucidità e responsabilità la questione carceraria. Non si può più rimandare una riforma che riguarda la tenuta democratica del Paese e la credibilità delle istituzioni. Chiediamo l’estensione delle misure alternative alla detenzione, investimenti concreti nella salute e nella funzione rieducativa della pena, e la revoca immediata di normative che aggravano il sovraffollamento e violano principi costituzionali”.

“Io digiunerò il 28 maggio - aggiunge Luca Marola, storico militante radicale - alla vigilia dell’udienza conclusiva il processo contro la cannabis light in cui sono il principale imputato. Perché quanto capitato a me, col Decreto Sicurezza, non capiti a tutti i miei colleghi italiani”. Con questo sciopero della fame e con l’adesione alla campagna di Nessuno tocchi Caino, i radicali di Parma chiedono alle istituzioni di smettere di ignorare il grido che proviene dalle carceri italiane, e di assumere con coraggio il compito di riconnettere la giustizia con l’umanità, la sicurezza con i diritti, la legge con la Costituzione.