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di Raffaele Crispo

gazzettadellemilia.it, 23 marzo 2026

Sono un operatore locale di progetto per un’associazione che si impegna a favore dei carcerati e dei loro famigliari, nella speranza e nell’attesa che qualcuno raccolga l’invito a diventare volontario in via Burla o per tutte le attività che circondano il pianeta carcere. È bene, sin dall’inizio, tenere presente che il dovere ed il ruolo del volontario non è solo quello di essere d’aiuto, ma, anche quello di creare un collegamento, un ponte tra i carcerati e la società. Pertanto, i volontari devono “informare” per creare una cultura dell’accoglienza e sensibilizzare su tali tematiche tutta la società.

Il sottoscritto essendo credente, ha piacere nel dare speranza, ad offrire un aiuto ed intervenire nei casi in cui è più difficile ritornare a vivere con dignità tra la gente. Ma il volontariato è anche laico ed è sempre una sfida per tutti dare fiducia a quelle persone che hanno commesso un errore grave o lieve che sia. Tutti devono poter credere in una rinascita, di potercela fare e che impegnandoci si può costruire una seconda chance. Ma in passato, spesso il volontariato in carcere è stato visto come “scomodo”, così come dice Livio Ferrari che su tale argomento ha scritto tante pagine e che se pur non parmigiano conosce bene la situazione delle carceri italiane in qualità di fondatore della Conferenza Nazionale del Volontariato nella Giustizia.

Per anni il mondo dei penitenziari è stato invalicabile per i volontari, i quali temevano di non essere graditi e di fare qualcosa di sbagliato; ma, fortunatamente ora questo volontariato è più organizzato e ha più strumenti. Gli assistenti volontari di tutte le associazioni presenti in carcere fanno di tutto per non deludere chi si affida a lore e per rimanere fedeli al proprio compito e alla propria missione. Continuerò nei prossimi articoli ad essere messaggero delle istanze dei detenuti e a far “informazione” perché solo rendendo trasparenti e conosciute le loro condizioni di vita si riuscirà a sensibilizzare quante più persone affinché prestino servizio a favore dei detenuti.