ausl.pr.it, 17 maggio 2026
Il 19 maggio esperti e istituzioni a confronto su salute mentale, dipendenze, percorsi di recupero e reinserimento delle persone detenute. Il carcere non solo come luogo di punizione, ma uno spazio di cura, responsabilità e riabilitazione. È questo il tema centrale del convegno “Oltre la pena: punire o riabilitare?” in programma martedì 19 maggio alla Certosa di Parma. L’evento formativo, promosso dal Dipartimento Assistenziale Integrato Salute mentale e Dipendenze patologiche dell’Azienda Usl di Parma, sarà dedicato al confronto su temi di forte rilevanza sociale e sanitaria: il diritto alla cura delle persone detenute, la salute mentale negli istituti penitenziari, le dipendenze patologiche, la prevenzione del rischio suicidario, i progetti alternativi alla detenzione e i percorsi di reinserimento sociale.
Il carcere infatti, può essere osservato come una vera e propria città in miniatura, riflettendo in forma distorta le dinamiche della vita all’esterno. Non solo un luogo di detenzione fisica, ma anche un complesso sistema sociale con relazioni, ruoli e gerarchie che definiscono la quotidianità tanto quanto le mura e le sbarre. La giornata si aprirà, tra i vari interventi, con i saluti istituzionali di Massimo Fabi, assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna, di Maria Teresa Guarnieri, direttrice del distretto di Parma dell’Ausl, di Faissal Choroma, direttore del dipartimento Cure primarie dell’Ausl, Carlo Marchesi, direttore del Dai-Smdp e dell’assessore alle Politiche sociali del Comune di Parma Ettore Brianti. Oltre ai rappresentanti delle istituzioni, il convegno riunirà professionisti sanitari, operatori penitenziari, magistrati, avvocati, assistenti sociali, realtà del volontariato e comunità terapeutiche.
“L’evento è pensato - commenta Giuseppina Paulillo, direttrice dell’Unità operativa complessa Residenze psichiatriche e psicopatologia forense dell’Ausl di Parma e responsabile scientifica del convegno - come un confronto multidisciplinare pensato per mettere in dialogo esperienze, buone pratiche e prospettive diverse, con l’obiettivo di riflettere sulla funzione riabilitativa della pena e sulle opportunità concrete di inclusione”. La giornata si concluderà con una tavola rotonda dedicata agli interventi e alle testimonianze dal mondo dei diritti e dell’informazione penitenziaria.











