Ansa, 15 gennaio 2015
"È opportuno tenere Carminati a Parma? Il problema legato all'impianto di video sorveglianza e video registrazione nel carcere di massima sicurezza di Parma non è stato risolto". Il deputato Pd Davide Mattiello, componente delle Commissioni Giustizia e Antimafia, lo stesso che il 30 dicembre scorso andò a trovare in carcere il presunto boss di Mafia Capitale Massimo Carminati, torna sul rischio blackout nel penitenziario di Parma.
"Il Provveditore regionale - afferma Mattiello - si è senz'altro fatto carico del problema adeguatamente segnalato dalla direzione dell'Istituto, ma non è dato sapere quanto tempo ci vorrà perché ciò avvenga. Non sono, a quanto pare, previste procedure d'urgenza, né l'intervento diretto da parte del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria: come io mi sarei aspettato, vista la delicatezza della situazione.
A quanto mi risulta verrà applicata la normale procedura d'appalto". Il rischio di blackout del sistema, fa notare l'esponente del Pd, "aumenta prima di tutto lo stress del personale penitenziario, nello specifico il Gom, che deve essere pronto in ogni momento a sopperire con il controllo a vista, l'eventuale spegnimento delle telecamere, per tutta la durata del blackout stesso, ovviamente".
"Mi chiedo se a questo punto non sia più opportuno spostare in altra struttura, di pari categoria, soggetti come Carminati. Se il trasferimento da Tolmezzo a Parma ha avuto come motivazione il bisogno di assicurare una più adeguata l'assistenza medica, credo che non sia un problema trovare un'altra struttura che possa assicurare la medesima condizione", conclude Mattiello. Massimo Carminati è stato trasferito dal carcere di Tolmezzo (Udine) a quello di Parma, sempre in regime di 41 bis, ovvero il carcere duro, il giorno di Natale. In quel penitenziario è detenuto anche Totò Riina
Sarno (Uil-Pa): tante criticità... a Parma e non solo
"Nel carcere di Parma ci sono tante criticità e purtroppo negli anni sono rimaste inalterate ma non è nulla di nuovo sotto le stelle: il carcere spesso è veicolo di pubblicità e si parla tanto di emergenza ma si sottraggono fondi all' emergenza carceri, non si consentono nuove assunzioni, nel frattempo si aprono nuove strutture e questo in contraddizione con quanto anche in Parlamento si dice di voler fare".
Lo afferma Eugenio Sarno, segretario della Uil-Pa penitenziari. Per Sarno non è opportuno puntare l'attenzione su Carminati detenuto nel carcere di Parma, come oggi è tornato a fare il deputato Pd Mattiello. "Tutti gli oltre 200 istituti penitenziari - spiega il sindacalista - sono nel merino della camorra, dunque focalizzare l'attenzione su un solo caso è sconveniente.
In carcere ci sono 54 mila detenuti e solo 300 sono "vip", occorre dare attenzione a tutti, non visitare solo i più famosi". Detto ciò Sarno ammette che qualora nel carcere scatti il blackout, come avvenne una volta a Parma, tempo fa, la sorveglianza dei detenuti va fatta "a vista" dal personale penitenziario, "che è ben addestrato a qualsiasi eventualità".
Capece (Sappe): il carcere di Parma non è a rischio
"Il carcere di Parma, come altre strutture detentive, ha oggettive difficoltà strutturali che meriterebbero urgenti interventi di manutenzione da parte dell'Amministrazione Penitenziaria. Ma, e va detto con forza, questo non pregiudica le condizioni di sicurezza dell'Istituto e la dignità della detenzione dei ristretti". Lo afferma Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe.
"A Parma, le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità in un contesto assai complicato", aggiunge Capece. "La Polizia Penitenziaria che lavora nel carcere di Parma - sottolinea il sindacalista - è formata da persone che nonostante l'insostenibile, pericoloso e stressante lavoro credono nella propria professione, che hanno valori radicati e un forte senso d'identità e d'orgoglio, e che ogni giorno in carcere fanno tutto quanto è nelle loro umane possibilità per gestire gli eventi critici che si verificano ogni giorno.
Certo, urgenti interventi e adeguati stanziamenti di fondi sono necessari per garantire migliori condizioni di lavoro. E sarebbero utili l'impegno e le sollecitazioni dei parlamentari che periodicamente vengono in carcere a Parma, se solo avessero il tempo di visitare tutto il penitenziario e non si limitassero a visitare spesso solamente il reparto detentivo dei 41bis che ospita detenuti famosi ed eccellenti. Ma, ripeto, la sicurezza del carcere di Parma non è a rischio", conclude Capece.









