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La Repubblica, 6 giugno 2024

Timbrava in ingresso e poi si recava in altre strutture sanitarie. Un medico di guardia in servizio nel carcere di Parma è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato e falso in atto pubblico. Il medico incaricato dall’azienda sanitaria locale di assistere i reclusi all’interno del penitenziario per un compenso mensile lordo di settemila euro riferito all’ultimo triennio per 150 ore, in base a quanto accertato usciva dal carcere negli orari in cui avrebbe dovuto svolgere il servizio per svolgere attività professionale in altre strutture sanitarie cittadine. A carico dell’indagato è stato emesso un sequestro di circa 82mila euro. “Si sarebbe allontanato sistematicamente dalla struttura penitenziaria in orario di lavoro al fine di recarsi in altre strutture sanitarie private o studi professionali riconducibili a medici di assistenza primaria che provvedeva a sostituire nei periodi assenza emettendo svariate ricette mediche”.

Le indagini sono scaturite da un controllo della spesa pubblica in ambito sanitario condotto dalla Guardia di Finanza di Parma in merito agli incarichi professionali conferiti dall’Ausl di Parma all’indagato sin dal 2012 e annualmente prorogati. I preliminari approfondimenti hanno consentito di accertare che l’indagato, oltre a tale attività, svolgeva da tempo diversi e ulteriori incarichi professionali in strutture mediche private ed erogava prestazioni in sostituzione di medici di medicina generale in città. Le successive attività investigative sono state condotte dalle Fiamme Gialle attraverso pedinamenti, il tracciamento del Gps collegato all’autovettura in uso all’indagato, l’installazione di una videocamera per inquadrare il marcatore del badge, nonché l’incrocio dei tabulati telefonici e delle registrazioni di tre diversi badge di pertinenza uno dell’Ausl e due dell’Istituto penitenziario. In definitiva, è emerso che le timbrature registrate dai rilevatori gestiti dall’istituto penitenziario e quelle di cui al rilevatore installato dall’Ausl all’interno del carcere non coincidono con una differenza in eccesso nel periodo gennaio 2021-marzo 2024 pari a 3.632 ore: 2.944 ore di effettiva presenza rispetto a 6.576 ore di presenza attestata dall’indagato nei confronti dell’Ausl.