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di Rosa Maria Di Natale

La Repubblica, 22 maggio 2026

Era detenuto nel carcere di Parma dove stava scontando una pena a trent’anni. È morto nella notte all’ospedale Maggiore di Parma Vincenzo Salvatore Santapaola, conosciuto come Enzo, figlio dello storico capomafia catanese Benedetto Nitto Santapaola e di Carmela Minniti. Aveva 56 anni e il prossimo 2 giugno ne avrebbe compiuti 57. Da tempo era gravemente malato e le sue condizioni si erano aggravate negli ultimi giorni, fino al trasferimento in ospedale. La sua morte arriva a meno di tre mesi da quella del padre Benedetto, deceduto il 2 marzo scorso nel reparto di medicina penitenziaria dell’ospedale San Paolo di Milano, mentre era detenuto nel carcere di Opera, anche lui al 41 bis. Come il padre, anche Vincenzo Santapaola aveva disposto che il proprio corpo fosse cremato.

Santapaola era detenuto nel carcere di Parma in regime di 41 bis. Stava scontando una condanna per associazione mafiosa e una pena a 30 anni di reclusione per l’omicidio del cugino Angelo Santapaola, commesso nel 2007. L’altro snodo centrale della sua storia giudiziaria fu l’inchiesta “Iblis”, una delle più rilevanti indagini antimafia sulla Cosa nostra catanese e sui rapporti tra clan, imprenditoria e politica. Vincenzo Santapaola fu arrestato nel marzo 2012 dai carabinieri del Ros: era sfuggito al blitz del novembre 2010 ed era rimasto irreperibile fino all’esecuzione della misura cautelare. Nel 2014, nel processo Iblis, fu condannato a 18 anni di reclusione per associazione mafiosa. L’indagine mise a fuoco non solo la continuità del potere dei Santapaola, ma anche il sistema di relazioni attraverso cui Cosa nostra etnea avrebbe continuato a condizionare affari, appalti e pezzi della vita pubblica catanese. Dopo l’arresto del padre capomafia, il ruolo di Vincenzo sarebbe emerso progressivamente all’interno degli assetti del clan, fino a essere indicato da collaboratori di giustizia come una figura di riferimento nella riorganizzazione della famiglia catanese.