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parmatoday.it, 23 giugno 2025

È stato disposto l’esame istologico sul corpo di Adam Compaore, il detenuto 34enne originario del Burkina Faso, il 12 giugno all’Ospedale Maggiore di Parma. È arrivato dal carcere di via Burla alcuni giorni prima, per essere ricoverato nel reparto di Rianimazione. L’esame, i cui risultati arriveranno tra circa 40 giorni, servirà per ricostruire la cronologia dei traumi cranici che lo hanno colpito nei giorni precedenti il decesso. L’autopsia è stata effettuata nella mattinata di lunedì 16 giugno. È l’ennesima morte nel penitenziario di Parma. Nel corso del 2024 ci sono stati quattro suicidi. Ma in questo caso questa ipotesi è stata esclusa da subito. 

Adam sarebbe morto per le conseguenze di una caduta, dovuta ad un malore. La prima ipotesi, che andrà verificata dall’autopsia, è che abbia avuto un’emorragia celebrale. Nel referto medico si parla di un sospetto trauma cranico. Per capire con certezza le cause del decesso è stato disposto l’esame autoptico. Sarà presente anche un medico legale, pagato da alcuni amici di Adam di Lugagnano Val d’Arda, in provincia di Piacenza, paese al quale era molto legato

Nel suo difficile percorso di vita è stato aiutato da alcuni giovani con le loro famiglie che si sono presi cura di lui. Ne è nato un legame indissolubile. Adam è diventato uno di famiglia. Ora gli amici chiedono chiarezza su quello che è successo. “Conosciamo Adam da più di dieci anni e vogliamo capire perché è morto. Chiediamo di accertare le cause della sua morte. Ha avuto diversi difficoltà nel corso della sua vita ma la ricostruzione della dinamica ci sembra molto strana”. Anche l’avvocata Michela Cucchetti di Piacenza vuole chiarezza su quello che è accaduto nel carcere di Parma. Dopo tanto tempo Adam aveva trovato un lavoro fisso. Poi è finito di nuovo in carcere. E da lì la sua speranza di affermazione è finita per sempre.