di Antonio Bertoncini
Gazzetta di Parma, 11 settembre 2026
Firmata una convenzione dal sindaco Guerra e dal presidente del Tribunale Corder. Chi subisce una condanna a pene detentive, ma solo per reati ritenuti compatibili previsti dalla legge, a Parma potrà chiedere al giudice di evitare il carcere, impegnandosi a svolgere gratuitamente con continuità e per tutto il tempo stabilito, lavori di pubblica utilità a titolo del tutto gratuito. Questa possibile forma di giustizia riparativa è ora concretamente possibile grazie alla firma della convenzione sottoscritta ieri nella sala di rappresentanza del municipio dal presidente del Tribunale Paolo Corder e dal sindaco Michele Guerra.
Alla presenza di diversi rappresentanti di enti istituzionali direttamente interessati fra i quali gli assessori Ettore Brianti (servizi sociali) e Francesco De Vanna (lavori pubblici, settore nel quale saranno impiegati i primi detenuti ammessi a scontare la pena alternativa alle dipendenze del Comune), Veronica Valenti, garante dei detenuti, Maurizio Boselli, presidente sezione penale del Tribunale, Francesco Mattioli, presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Parma, Valentina Tuccari, presidente della Camera Penale, Varno Maccari, comandante della polizia locale, e i rappresentanti delle forze dell’ordine, tutti a vario titolo potenzialmente coinvolti nella gestione del progetto.
Tutti i presenti hanno manifestato apprezzamento e spirito di collaborazione. “La firma di questa convenzione, che prevede l’inserimento di persone condannate in lavori di pubblica utilità come modalità alternativa alla detenzione carceraria - ha affermato il sindaco all’atto della firma - è un ulteriore segnale di coesione e solidarietà sociale che contraddistinguono la nostra comunità. Il protocollo, che prevede di dare opportunità di lavoro come alternativa al carcere a persone condannate per reati compatibili, è in linea con la nostra scelta di inclusione in tempi in cui non è facile praticare queste politiche. Ed è anche l’espressione di una collaborazione fra istituzioni, a Parma particolarmente virtuosa, che si manifesta con relazioni franche, dirette e rispettose delle prerogative degli enti coinvolti”.
Sul valore della collaborazione istituzionale ha insistito anche il presidente del Tribunale: “Questo testo - ha affermato Paolo Coder - è il prodotto del lavoro di tante persone. Si tratta di applicare sanzioni penali trasformandole in lavoro a vantaggio della comunità, restituendo onore e dignità a persone che hanno sbagliato, offrendo loro una chance di riscatto, perché il lavoro scaccia vizio e noia”. Il documento firmato in municipio si pone come strumento di applicazione della normativa in materia, che prevede che il Giudice di pace e il Giudice monocratico possano applicare, su richiesta dell’imputato, la pena del lavoro di pubblica utilità, non retribuito, in favore della collettività. L’assegnazione avverrà sulla base delle competenze professionali e attitudini, a seguito di presentazione di un curriculum e di un colloquio motivazionale.
Il Comune dovrà segnalare tempestivamente eventuali comportamenti scorretti e redigere una relazione al termine del periodo di impiego gratuito. A margine della breve cerimonia, l’assessore Francesco De Vanna, reduce da un recente incontro in carcere per l’inserimento lavorativo dei detenuti, ha reso noto che le persone ammesse a scontare la pena alternativa saranno in una prima fase impegnate nei settori di manutenzione e cura del verde pubblico. I primi inserimenti sono previsti entro la fine dell’anno, dopo la presentazione delle candidature, i colloqui e le valutazioni motivazionali.









