parmatoday.it, 16 settembre 2025
La professoressa Veronica Valenti: “Ho sempre agito nel pieno rispetto della Costituzione, delle leggi nazionali e dei regolamenti comunali”. Con diciassette voti contrari, due favorevoli e una astensione, il Consiglio Comunale di Parma ha rigettato la mozione di revoca della Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, professoressa Veronica Valenti. La richiesta, primo firmatario il capogruppo di Fratelli d’Italia, Priamo Bocchi, poggiava su presunti “comportamenti assai gravi”, che sarebbero consistiti in “ingerenze nel dibattito politico” da parte della professoressa Valenti.
Con il voto, il Consiglio Comunale, non solo ha formalmente rinnovato la propria fiducia alla professoressa Valenti, ma ha anche sostanzialmente confermato, sulla base di precisi e dettagliati riscontri documentali, l’assoluta correttezza dell’operato della Garante. In particolare, è stato ribadito che chi ricopre l’Ufficio di Garante può: avere colloqui riservati e ricevere corrispondenza da parte dei detenuti; visitare e ispezionare l’Istituto penitenziario senza necessità di autorizzazione preventiva; essere destinatario di istanze o reclami orali o scritti, anche in busta chiusa.
“Ringrazio il Consiglio comunale di Parma per la rinnovata fiducia nella mia persona e nel mio mandato, che continuerò a svolgere con la determinazione e la professionalità di sempre. A tal proposito, ricordo che ho sempre agito nel pieno rispetto della Costituzione, delle leggi nazionali e dei regolamenti comunali” - ha commentato la professoressa Valenti -
“L’ho fatto, in pieno inverno, quando mi sono pervenuti reclami collettivi con cui i detenuti lamentavano mancanza di acqua calda e di riscaldamento, oltre che muffe e infiltrazioni d’acqua nelle celle, condizioni per cui la Magistratura di sorveglianza ha condannato l’Istituto di Parma al risarcimento dei danni nei confronti dei detenuti reclamanti ed al ripristino di condizioni dignitose di detenzione.
L’ho fatto anche nel corso di questa estate” - ha ricordato la Garante - “quando, in collaborazione con la nuova Direzione penitenziaria e con la Città di Parma, ho attivato una catena di solidarietà per far arrivare congelatori, ventilatori e beni di prima necessità per resistere alle elevatissime temperature che si sono registrate nei mesi di luglio ed agosto o il materiale e il mobilio per arredare lo spazio per l’affettività. E l’ho fatto anche” - ha concluso la Garante - “tutte le volte in cui si è trattato di rendere effettivo il diritto costituzionale di difesa in giudizio, il diritto inviolabile alla salute delle persone ristrette e di contribuire ad una corretta narrazione pubblica sull’esperienza detentiva, per favorire effettivi percorsi di reinserimento sociale e lavorativi”.











