di Paola D’Amico
Corriere della Sera, 5 dicembre 2025
“Ogni contributo è importante” (Every contribution matters) è il tema che l’United Nations Volunteers (Unv) ha scelto per la Giornata internazionale del volontariato che si celebra venerdì 5 dicembre e che quest’anno segna anche il lancio ufficiale dell’Anno internazionale dei volontari per lo sviluppo sostenibile, proclamato dall’Assemblea generale dell’Onu. L’International Volunteer Day è stato istituito nel 1985 ed è divenuto un appuntamento simbolo di una comunità globale che conta oltre un miliardo di volontarie e volontari. Un momento per riconoscere l’impatto dell’azione volontaria nelle comunità e per ribadire che le azioni guidate dalle persone sono decisive per affrontare le sfide condivise del nostro tempo. Un impegno che, come ricordano le Nazioni Unite, accelera lo sviluppo e rafforza la resilienza dei territori.
L’obiettivo è chiaro: riconoscere e amplificare il ruolo fondamentale dei volontari nell’avanzamento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) al 2030, mettendo al centro l’idea che ogni contributo - piccolo o grande - può produrre cambiamenti significativi. Dalla protezione dell’ambiente all’inclusione sociale, dalla salute alla partecipazione civica, le esperienze volontarie sono oggi una leva imprescindibile per rafforzare i sistemi di welfare e costruire società più eque e sostenibili.
Uno slogan con cui i Centri di servizio per il volontariato in Italia sono già in sintonia. Il Centro servizi volontariato (Csvnet) ha lanciato il claim “Partecipare crea futuro”, sottolieando che “ogni gesto di partecipazione vuol dire mettersi in gioco, riflettere sulla realtà ed agire per un cambiamento. E sono proprio queste azioni condivise che danno linfa ed energia alle comunità”.
Con il lancio dell’Anno internazionale 2026, l’Onu invita governi, società civile, istituzioni educative e comunità locali a mobilitarsi in un movimento globale che renda visibile il contributo del volontariato nei processi di sviluppo. Nei prossimi mesi, coordinerà attività, eventi e campagne mirate a dare voce alle storie dei volontari e a promuovere nuove modalità di partecipazione, soprattutto tra i giovani.
L’appuntamento del 5 dicembre 2025 sarà così il primo passo di un percorso più ampio, pensato per mettere il volontariato al centro delle politiche pubbliche e per mostrare che, davvero, ogni contributo conta.
“In un’epoca storica in cui è facile essere pervasi da un senso di impotenza rispetto agli orrori delle guerre e alle forti tendenze individualistiche ed egoistiche - dice Giancarlo Moretti, portavoce del Forum terzo settore - i volontari sono una fonte inestimabile di pace e solidarietà. Non solo: l’impegno volontario genera cambiamento sociale e svolge un ruolo attivo nello sviluppo del Paese: va quindi promosso, tutelato e valorizzato, attraverso un lavoro congiunto di istituzioni e Terzo settore”. Da parte sua Chiara Tommasini, presidente di CSVnet, l’associazione nazionale dei Centri di servizio per il volontariato, aggiunge: “Il messaggio scelto dalle Nazioni Unite coglie perfettamente il senso più profondo del volontariato: partecipare è sempre importante. Il tempo che una persona decide di donare agli altri, produce un valore reale e misurabile. In vista del 2026 - anno internazionale del volontariato per lo sviluppo sostenibile - questo richiamo è ancora più forte: il contributo quotidiano di migliaia di volontarie e volontari aiuta le comunità a crescere e a costruire futuro. È su questa energia che il Paese può e deve continuare a investire”. “Il volontariato - conclude don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana - è scuola quotidiana di umanità e di cittadinanza. Ogni gesto gratuito custodisce una forza trasformativa che rigenera i legami, restituisce dignità alle persone e rende le nostre comunità più giuste e solidali. In un tempo segnato da fratture sociali, diseguaglianze e solitudini diffuse, i volontari sono segno concreto di una speranza che si fa prossimità, ascolto, cura e diventa profezia di un Paese che sceglie di ripartire dagli ultimi, mettendo al centro le persone e le relazioni”.









