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di Giacomo Puletti


Il Dubbio, 3 febbraio 2021

 

Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza politica a Bologna, ritiene che il prossimo dovrà essere un governo "fattivamente, significativamente, totalmente europeista", e vede con favore Mario Draghi come prossimo Presidente della Repubblica.

 

Professor Pasquino, crede si riuscirà a formare un Conte ter o nei prossimi giorni prenderà quota l'idea di un governo istituzionale?

Credo che siamo di fronte sostanzialmente al tentativo di Renzi di mostrare che è lui a controllare la formazione e la distruzione del governo. Quindi dipende da sino a dove il leader di Italia viva vuole spingere la sua megalomania.

 

Negli ultimi due giorni attorno al tavolo delle trattative abbiamo visto personaggi "curiosi"...

Che intorno al tavolo ci fossero personaggi curiosi è vero ma rappresentano una parte della società italiana. Non possiamo dimenticare che il Parlamento rappresenta la società e non dobbiamo stupirci o criticare troppo i nostri rappresentanti. La legge elettorale rimane pessima ma siamo stati noi a sceglierli. Come assegnare e utilizzare i fondi del Recovery Plan credo sia l'atto più eminentemente politico che ci possa essere.

 

Immagino che quindi non sia d'accordo con la proposta di Italia Viva di una bicamerale guidata dall'opposizione su fisco e piano di ripresa...

Il piano è compito del governo, non di una commissione che lavora a latere. Mi pare quindi una pessima idea pensare a una bicamerale per utilizzare meglio i fondi. No, non va bene. Sono il governo e i ministri, nello specifico quello dell'Economia, che si rapportano con il Parlamento e quindi anche con l'opposizione.

 

Il punto di maggior scontro è stato sulla giustizia, con la riforma della prescrizione del Guardasigilli Alfonso Bonafede che Italia Viva puntava a cancellare.

Su questo tema c'è sicuramente della sostanza. Che la giustizia italiana sia lenta e inefficiente è chiarissimo. L'abolizione della prescrizione è incompatibile con lo stato di diritto, che dice che un processo deve svolgersi in un certo tempo dopo il quale arriva la prescrizione. Hanno ragione i cosiddetti "garantisti" e su questo il Movimento 5 stelle sbaglia. La prescrizione è un elemento di civiltà giuridica, punto. Se fossi al tavolo direi al M5S di mollare sulla prescrizione e a Italia Viva di mollare sul Mes, visto che sono i due principali temi di discussione.

 

Il Presidente Mattarella ha richiamato alle tre emergenze del paese: sanitaria, sociale ed economica. Riusciremo a gestire in maniera adeguata il piano vaccinale e al tempo stesso l'arrivo dei fondi dell'Unione europea?

Terrei separato il piano vaccinale da altre tematiche, perché ha una componente tecnica notevolissima e deve essere elaborato con la supervisione e la partecipazione attiva del ministro della Salute. Sul Recovery plan sto a quello che vedo, anche se ci sono cose che non vedo e che vorrei vedere. Non dimentichiamoci che in Italia c'è il 20 per cento di evasione fiscale ma anche un alto livello di risparmio. La gestione di quei fondi è il compito maggiore che hanno il governo e il ministro dell'Economia in questa fase. Serve quindi un documento scritto o una parola d'onore per rispettare l'accordo di un governo che duri fino alla fine della legislatura. Ci saranno dei disaccordi, certo, ma serve lealtà di fondo.