di Alessio Molteni
La Provincia Pavese, 12 luglio 2026
Il quadro della Camera penale. Il carcere di Torre del Gallo continua a muoversi su un equilibrio fragile, dove ai segnali di miglioramento si affiancano criticità che restano profonde. È quanto emerge dalla visita effettuata dall’Osservatorio Carcere della Camera Penale di Pavia, alla quale hanno partecipato magistrati, sostituti procuratori e avvocati del Foro pavese. Il documento diffuso al termine dell’incontro restituisce un quadro articolato, nel quale convivono interventi di riqualificazione e problemi strutturali che richiedono risposte a livello nazionale. Negli ultimi due anni la direzione dell’istituto ha avviato numerosi lavori di ristrutturazione.
Sono stati riqualificati diversi spazi del padiglione C, le aree gioco dedicate ai bambini durante i colloqui, le aule scolastiche e il teatro. È stato inoltre realizzato un orto curato da alcuni detenuti, mentre sul fronte della formazione si registrano 20 iscrizioni universitarie e numerosi conseguimenti della licenza media.
È stata infine costituita un’équipe specializzata per seguire le persone detenute con problematiche psichiatriche. Accanto a questi aspetti positivi, la relazione evidenzia però condizioni che restano molto difficili. I reparti più datati continuano a ospitare detenuti in celle anguste e sovraffollate, tanto che in alcuni casi i letti devono essere spostati all’esterno durante il giorno per recuperare spazio. Mancano circa 60 unità di polizia penitenziaria, ma anche medici specialisti, strumentazioni sanitarie e interventi di sanificazione in alcune aree; gli educatori sono soltanto 5 a fronte di oltre 700 detenuti e almeno un centinaio di celle è ancora privo di ventilatori, mentre in alcuni ambienti è stata segnalata la presenza di cimici da letto.
Negli ultimi mesi all’interno della struttura da una parte c’è stata l’operazione portata a termine dagli agenti della polizia penitenziaria con il sequestro di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti, dall’altra non sono mancati momenti di forte tensione, come la protesta della scorsa primavera, nata proprio dalle lamentele dei detenuti per le condizioni igienico-sanitarie e l’accesso alle cure. L’Osservatorio della Camera Penale sottolinea come queste problematiche non possano essere affrontate esclusivamente a livello locale: servono investimenti per garantire condizioni di vita e di lavoro dignitose sia alle persone ristrette sia a chi ogni giorno opera all’interno del carcere.










