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di Manuela Marziani


Il Giorno, 20 agosto 2020

 

Comune e ministero insieme per il sostegno psicologico ai condannati e alle donne che hanno subito violenza. Promuovere l'adozione della giustizia riparativa come modello di giustizia che coinvolga la donna vittima di violenza e il recupero del colpevole alla ricerca di soluzioni che consentano un'effettiva riparazione del torto. È questo l'obiettivo che si pone il progetto "Ri-parando si impara", al quale il Comune ha partecipato, in qualità di ente capofila, di concerto con i servizi dell'amministrazione della giustizia e con la collaborazione del centro servizi formazione e della Cooperativa Liberamente.

L'iniziativa, finanziata dalla Regione, prevede la presa in carico degli autori di reato, con finalità di trattamento psico-socioeducativo, laboratori e gruppi per gli autori di reato, altri per le vittime e condivisione di informazioni specifiche che agevolino l'autonomia personale. Inoltre, si dovranno predisporre percorsi formativi all'interno degli istituti scolastici in modo da sensibilizzare gli studenti sul tema della violenza di genere e il potenziamento dei servizi legali a favore di donne vittime di violenza.

Per le famiglie degli autori di reato dovrà nascere uno spazio d'ascolto e confronto, oltre a un percorso formativo rivolto a operatori sociali o dei Servizi dell'amministrazione della giustizia. Nel progetto, inoltre, è stato inserito un potenziamento del servizio di reperibilità telefonica del Centro antiviolenza in situazioni di "codice rosso", con la possibilità che vi possano ricorrere anche gli operatori di Torre del Gallo.

"L'obiettivo numero uno è quello di fornire un sostegno più efficace a chi è già stato vittima di violenza e prevenire violenze future, anche con percorsi di recupero degli autori, soprattutto quando si tratta di minori - ha detto l'assessore ai servizi sociali del Comune, Anna Zucconi (nella foto) - Per farlo, è necessario affiancare agli strumenti tradizionali della giustizia penale nuove forme di intervento. Come amministratrice e come donna, mi sono spesa per l'adesione a questo progetto, di cui seguirò anche l'attuazione. La violenza, in ogni sua forma, è un male da estirpare, e scelte innovative possono fare la differenza. Non lascerò nulla di intentato per aiutare chi l'ha sofferta e per impedire che altri debbano subirla".