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di Daniela Scherrer

La Provincia Pavese, 8 luglio 2022

Lo spettacolo martedì mattina nell’auditorium di Torre del Gallo. La direttrice: “Non nascondo i problemi, ma così c’è speranza”. Una classe speciale di allievi per i docenti del Conservatorio Vittadini di Pavia: sono i tredici detenuti di Torre del Gallo, che per sei mesi hanno seguito i corsi di Francesca Ajmar, Tito Mangialajo Rantzer, Giorgio Di Tullio e Marco Tindiglia e che ieri hanno offerto il loro concerto di fine annata alle autorità carcerarie e civili, ma anche a un gruppo di detenuti che è stato ammesso ad assistere allo spettacolo.

Un’ora di jazz, soprattutto, ma anche di canzoni ed esibizioni a metà tra studio e improvvisazione emozionale del momento. “La musica è la nostra fenice - ha detto Roberto, detenuto di 57 anni, a nome di tutti i compagni - ci sta dando la forza di rinascere dalle ceneri per tornare a sentirci parte integrante della società”.

Primizia assoluta - È la prima volta in Italia che i docenti di un conservatorio varcano le soglie di un carcere per insegnare musica e questa sperimentazione pavese pare invece destinata a diventare un appuntamento fisso per Pavia.

“Questo per noi è un punto di partenza più che di arrivo - ha spiegato infatti Francesca Ajmar - io ho cominciato a insegnare canto jazz ventitre anni fa e mai avrei immaginato all’epoca di entrare in un carcere. Invece questa esperienza ha messo in discussione tutte le mie certezze a livello didattico e anche umano. Oltretutto abbiamo trovato tra questi ragazzi un livello molto alto di musicalità, in alcuni casi un vero e proprio talento. Grazie al personale di polizia penitenziaria, che ha dimostrato una sensibilità fuori dal comune”.

Porte aperte alla città - In prima fila molte autorità, tra cui il consigliere regionale Roberto Mura, l’assessora ai servizi sociali Anna Zucconi, la project manager del Csv Lombardia Sud Alice Moggi. E naturalmente il direttore del Vittadini Alessandro Maffei e la direttrice amministrativa Claudia Gallorini. Ieri è stata la prima volta che il carcere di Pavia è tornato a riaprire le porte alla città per presentare un’attività svolta all’interno.

“C’era bisogno di tornare a comunicare con la comunità esterna - le parole della direttrice di Torre del Gallo Stefania D’Agostino - per noi è chiaramente un orgoglio poter lavorare con i docenti del Conservatorio Vittadini, non era mai successo prima d’ora.

Non nascondo i problemi di numeri che abbiamo sia all’interno dell’area educativa, che medica e del personale di sicurezza. Ma iniziative come questa danno speranza a persone che hanno sbagliato e che stanno scontando la loro pena, ma che hanno così modo di conoscere mondi e realtà che magari ignoravano”. Il carcere di Torre del Gallo riprende così il suo doppio filo con la città, dopo due anni difficili e aggravati dalla pandemia.

Periodo nero - L’8 marzo 2020, come in altre carceri italiani, anche Torre del Gallo era stato teatro di una rivolta interna a cui si erano associati anche all’esterno alcuni parenti dei detenuti per contestare le limitazioni imposte per l’emergenza sanitaria del coronavirus, in particolare per la sospensione dei colloqui dei familiari. A dicembre 2021 i detenuti avevano organizzato anche lo sciopero del carrello, rifiutando il cibo per protestare contro le condizioni troppo precarie della struttura. Un anno particolarmente triste - il 2021- per il carcere, con addirittura tre detenuti che si erano tolti la vita in un mese e il triste soprannome di “carcere dei suicidi”.

Il quarto è purtroppo recentissimo, datato giugno 2022, quando un detenuto di 40 anni ha posto termine alla sua esistenza impiccandosi al letto della cella. Proprio in memoria di questa ultima vittima è stato spostato a ieri il concerto di fine corso, inizialmente programmato per il 17 giugno.