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di Maria Fiore

La Provincia Pavese, 18 giugno 2022

Il detenuto in isolamento anche se aveva manifestato disturbi di comportamento. La presidente di Antigone: “Grave disagio, in Lombardia già 14 casi in un anno”

Una doppia inchiesta sul detenuto morto suicida nel carcere di Torre del Gallo, il quarto caso in otto mesi (14 in tutta la Lombardia da giugno dello scorso anno). Una indagine interna è stata avviata dai vertici della struttura, ma anche la procura ha aperto un fascicolo.

L’obiettivo è fare luce sulle circostanze in cui è avvenuto il dramma e la sua dinamica, ma anche su eventuali responsabilità. L’uomo, Emilio Di Fabio, di 40 anni, aveva infatti manifestato in passato problemi di comportamento. Ciononostante era stato collocato in cella da solo, nella sezione chiusa dei reclusi per reati comuni. Di fatto si trovava in isolamento.

Gli accertamenti dovranno stabilire se la sua situazione fosse seguita in modo adeguato dal servizio di medicina interna del carcere oppure se possa esserci stata una sottovalutazione delle condizioni di salute psicologica del recluso. Gli agenti della penitenziaria ieri hanno effettuato una ispezione della cella, nella sesta sezione del carcere, che è quella destinata a ospitare i detenuti che si sono macchiati di reati comuni. Una relazione sarà poi inviata al magistrato, che dovrà decidere se disporre l’autopsia.

Da quanto è stato ricostruito il 40enne, descritto come una persona introversa, si trovava nella sua cella quando ha deciso di mettere in atto il suo proposito legando un lenzuolo alle sponde del letto. Un agente si è accorto che qualcosa non andava ma quando è entrato in cella era ormai troppo tardi. Inutile l’intervento dei medici della struttura e dell’ambulanza del 118.

La situazione del carcere di Torre del Gallo, come di altre strutture lombarde, è seguita da mesi da Antigone, l’associazione che tutela i diritti dei detenuti. “Questo quarto caso a Pavia si somma a una serie di gravi fragilità che abbiamo riscontrato a livello regionale in tutte le case circondariali e che richiedono forse una maggior presa in carico delle difficoltà del post Covid - dichiara Valeria Verdolini, presidente di Antigone Lombardia -. Ogni suicidio è a sé, ma i numeri stanno diventando troppo significativi. Il dato che abbiamo è di un aumento della sofferenza nelle carceri, con cui bisogna fare i conti”.

In un anno, da giugno 2021 a oggi, si sono registrati nelle strutture carcerarie 14 suicidi, compreso l’ultimo avvenuto a Torre del Gallo. “La Lombardia rimane una regione con un tasso di sovraffollamento significativo - aggiunge Verdolini -. Sicuramente devono essere fatte riflessioni di più ampio respiro. A Pavia, ad esempio, durante l’ultima visita, a gennaio, avevamo riscontrato diverse criticità. Servono interventi strutturali e un aumento del numero di educatori e di progetti verso l’esterno”.