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di Maria Fiore

 

La Provincia Pavese, 15 marzo 2015

 

Sospesi dopo i commenti scritti su Facebook. Ieri i provvedimenti sono stati annullati. Il sindacato: ma chi sbaglia deve pagare.

Dopo l'indignazione e le polemiche erano arrivati anche i provvedimenti. Ma dopo la durissima presa di posizione di alcune sigle sindacali, tra cui l'Osapp, è stata revocata la sospensione per i 16 agenti di polizia penitenziaria finiti nei guai per i commenti choc comparsi su un gruppo Facebook dedicati al suicidio di un detenuto nel carcere di Opera. Restano in piedi, però, i procedimenti disciplinari. Tra i destinatari dei provvedimenti, anche due agenti della polizia penitenziaria del carcere di Vigevano, che qualche giorno fa erano stati sospesi dal servizio.

Una guardia si sarebbe limitata a mettere un "Mi piace" ad alcuni commenti censurati dal ministero della Giustizia e dal Dap, il Dipartimento della polizia penitenziaria, mentre il collega era finito nei guai per avere scritto alcune frasi ritenute offensive. Tutti i commenti sono stati rimossi dal gruppo Facebook ma fino a pochi giorni fa erano visibili agli altri utenti ed erano finiti anche all'attenzione del ministro della Giustizia Andrea Orlando.

Diverse sigle sindacali hanno criticato i commenti, ma l'Osapp Pavia (Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria) ha contestato anche i provvedimenti di sospensione, "che sono stati presi - dice Salvatore Giaconia, della segreteria regionale - senza che fosse garantito agli agenti un contraddittorio".

Il caso esplode il 15 febbraio, quando l'Alsippe, l'Alleanza sindacale polizia penitenziaria, pubblica un link sulla propria pagina Facebook. Nell'articolo di rimando si parla del suicidio di un detenuto nel carcere di Opera a Milano. Ioan Gabriel Barbuta, un romeno di 39 anni, condannato all'ergastolo per omicidio, si è impiccato nella sua cella.

La notizia scatena i commenti. Il primo appartiene a un uomo che si qualifica come "ispettore": "Ottimo, speriamo abbia sofferto". Qualche minuto dopo arriva il secondo commento: "Uno in meno". E ancora: "A me dispiace per i colleghi che si suicidano, non per soggetti come questo" e "Consiglio di mettere a disposizione più corde e sapone". Immediata la reazione, non solo in rete. Luigi Pagano, vice capo del Dap, annuncia verifiche per risalire all'identità degli autori dei commenti. E partono anche i primi provvedimenti. Ieri sera revocati.

"Plaudiamo all'iniziativa del capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Santi Consolo - commenta l'Osapp. La revoca dei provvedimenti di sospensione cautelare è positiva. Resta inteso che le responsabilità vanno accertate e sanzionate, ma con un iter appropriato, non con un processo sommario".