di Manuela Marziani
Il Giorno, 25 settembre 2025
Il Dipartimento penitenziario interviene sull’ordine di servizio: non c’è stato comunicato nulla. La motivazione della dirigente: misura terapeutica. Insorgono anche i sindacati: non sono queste le priorità. La direttrice del carcere di Pavia, Stefania Mussio, ha deciso di fare acquistare e distribuire ai detenuti 720 preservativi. Una scelta motivata come misura a carattere “terapeutico”. Lo scopo di prevenzione sanitaria, però, non convince il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e i sindacati che bocciano la svolta del penitenziario lombardo. Secondo il Dap, il provvedimento è stato adottato “senza alcuna preventiva interlocuzione con gli uffici”.
Insomma, nessuno l’ha autorizzato. E, si sottolinea, ci sono rischi “che attengono direttamente all’ordine e alla sicurezza delle carceri. Il provvedimento, per come formulato, non appare idoneo a strutturare in modo adeguato la gestione complessiva dell’iniziativa sotto il versante sanitario, della prevenzione e della sicurezza”.
L’ordine di servizio che soltanto ieri ha cominciato a girare su alcune chat risale al mese di febbraio e dispone che il dirigente sanitario della struttura gestisca e distribuisca i profilattici con l’obbligo di registrare ogni consegna. In estate, invece, in alcuni istituti di pena sono state introdotte le cosiddette stanze dell’amore, spazi nei quali i detenuti possono intrattenersi con i loro partner. Ma l’iniziativa a carattere sperimentale, al momento non riguarderebbe Torre del Gallo a Pavia.
Per questo i sindacati insorgono: “Se l’ordine di servizio fosse autentico, come temiamo, si porrebbero peraltro problemi a causa del pesante sovraffollamento della Casa circondariale di Pavia, dove ci sono 704 detenuti in 515 posti, sorvegliati da 237 agenti quando ne servirebbero 456 - ha commentato Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa polizia penitenziaria -. Pensavamo di averle viste tutte, ma evidentemente ancora molte ne dovremo vedere. Mentre si discute della disciplina del diritto all’affettività dei detenuti, riconosciuto dalla Corte Costituzionale, l’amministrazione penitenziaria sembra avallare un esercizio fai da te della sessualità”.
Il carcere di Torre del Gallo è maschile e, secondo i sindacati il provvedimento è “l’ammissione di rapporti promiscui i cui effetti sono da arginare attraverso la distribuzione di profilattici per motivi terapeutici”. “Non sono queste le priorità nel carcere di Torre del Gallo - ha aggiunto Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria. Tra maggio e agosto ci sono stati a Pavia 18 poliziotti aggrediti, 74 detenuti denunciati per minacce, ingiurie, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale e una manifestazione collettiva di protesta con il rifiuto di molti detenuti di rientrare in cella, se non dopo una lunga opera di mediazione. Perché con questi soldi non realizzano progetti e strutture per il benessere dei poliziotti utili a superare il costante stress lavorativo?”.
Dal carcere nessuno rilascia dichiarazioni, ma l’associazione Antigone, che segue i detenuti, ribatte: “È importante prevenire forme di sessualità forzata e violenta e prevenire malattie che possano derivare da rapporti non protetti. Contro ogni pregiudizio, la distribuzione dei preservativi fa parte di una politica sociale e sanitaria ragionevole”.










