di Manuela Marziani
Il Giorno, 28 febbraio 2026
Situazione preoccupante quella che la commissione speciale “Tutela dei diritti delle persone private dalla libertà personale e condizioni di vita e di lavoro negli istituti penitenziari” del Consiglio regionale ha trovato all’interno della casa circondariale. L’incontro organizzato dalla presidente Alessia Villa (FdI) ha raccolto la sollecitazione del consigliere di Lombardia Ideale Alessandro Cantoni. “Sono 800 i detenuti - ha detto Cantoni che non appartiene alla commissione, ma ha voluto conoscerne la realtà - su una capienza reale di 530/535. Solo 190 gli agenti, dei quali 180 operativi, a fronte di un organico di 220. Con un tale sovraffollamento mancano spazi e spesso i reclusi non sanno come passare la giornata”.
All’interno della casa circondariale è presente una piccola moschea con un referente, perché è straniero il 70% dei detenuti e la stragrande maggioranza magrebino. “Molte di queste persone - ha proseguito Cantoni - sono senza fissa dimora e senza futuro”. Diversi anche i trentenni che hanno un “fine pena mai” e vivono in tre o quattro in spazi angusti. “Ho parlato con qualcuno di loro - ha proseguito il consigliere regionale - si vergognano per quello che hanno fatto e ci pensano continuamente. Non si lamentano per la mancanza di spazi, soffrono per la mancanza dei loro affetti”. Dietro le sbarre c’è chi ha conseguito la terza laurea, chi frequenta la scuola, chi il teatro. Ma senza praticare sport: la palestra è abbandonata e il campo da calcio difficilmente può essere usato, per la carenza di agenti. “La palestra sarebbe da sistemare e alcuni detenuti avrebbero le competenze per farlo - ha concluso Cantoni - peccato manchi il materiale. Sarebbe bello se arrivasse”.











