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di Davide Maniaci

 

Corriere della Sera, 23 agosto 2020

 

Su disposizione dei magistrati la Pediatria dell'ospedale di Pavia ospita madri e figli vittime di maltrattamenti. Un "rifugio" per bambini in difficoltà in attesa di conoscere il proprio destino. È diventato anche questo il reparto di Pediatria del policlinico San Matteo di Pavia. Quest'anno una decina di piccoli sono rimasti protetti nelle sue stanze anche se la loro salute è ottima.

Mai così tanti come nel 2020. L'ultimo caso riguarda una bimba di sette anni. Lo ha riportato ieri il quotidiano La Provincia Pavese. Sia la mamma sia la figlia stanno bene. Il San Matteo è, semplicemente, il luogo più sicuro per loro. Per decisione del magistrato entrambe si trovano lì da oltre una settimana, dopo una denuncia per aggressioni e minacce che la donna, 43 anni, ha sporto verso il convivente.

Lui, 47enne, non è il padre. I due, originari del Milanese, vivevano insieme da qualche mese nel quartiere Città Giardino, dopo che la signora era rimasta vedova. A Ferragosto nella loro casa di Pavia lui l'avrebbe minacciata, spintonata e ferita a una mano nel tentativo di impossessarsi delle chiavi di casa. Non era il primo episodio violento. La donna finalmente ha detto "basta" e ha richiesto l'intervento della polizia locale, le cui pattuglie sono arrivate due volte.

Poi è stata curata al pronto soccorso del San Matteo e dimessa con 15 giorni di prognosi. Anziché tornare a casa, ha semplicemente cambiato reparto su disposizione del magistrato. La vicenda infatti è in mano all'autorità giudiziaria. Spetterà ai giudici del Tribunale dei minori di Milano decidere le sorti della bimba, e alla procura della Repubblica di Pavia valutare la condotta del partner.

Non è la prima volta che al policlinico trovano rifugio bambini vittime di violenze e disagi familiari, insieme a un genitore, quando tornare a casa sarebbe troppo pericoloso. Sono i magistrati a disporre il loro collocamento temporaneo nel reparto di pediatria, diretto dal professor Gian Luigi Marseglia. Il personale si distingue per l'umanità e la delicatezza.

Lo stesso era accaduto anche ad una bimba di 3 anni che si era sentita male per aver ingerito una dose di hashish, lasciata incustodita sul tavolo dai suoi genitori. Dopo molte settimane di "degenza" era diventata la mascotte del reparto, prima di essere destinata ad una casa famiglia.