di Andrea Magagnoli
Italia Oggi, 28 ottobre 2019
Ammissibile la perquisizione sui computer dell'indagato nel caso di reato di truffa. La corte di cassazione con la sentenza n. 39148/2019 depositata il giorno 24/9/2019, pone il principio per il quale deve essere considerato lecita la perquisizione del materiale informatico di proprietà dell'indagato nel caso in cui si renda necessario per accertare la responsabilità penale.
All'indagato infatti era stato contestato di avere commesso un reato di truffa attraverso l'ausilio del sistema internet in suo possesso ed utilizzabile attraverso un computer di cui comunque disponeva. Pertanto al fine di accertare la responsabilità dell'indagato il Gip competente per il procedimento emetteva un decreto di perquisizione, avente ad oggetto tutte le dotazioni informatiche dell'imputato.
Tale provvedimento veniva confermato da parte del tribunale di libertà tanto da far sì che l'indagato ricorresse per cassazione. Eccepiva attraverso il suo legale come difettassero i presupposti per l'emissione del decreto, rappresentava infatti che un esame del materiale informatico, nel caso di specie era del tutto superfluo ed ininfluente. Il procedimento, dopo avere compiuto il proprio corso veniva deciso da parte dei giudici della corte suprema di cassazione, con la sentenza in commento.
I giudici della corte suprema ritenevano il decreto di sequestro del tutto legittimo, in quanto emesso in presenza dei presupposti necessari alla sua emissione. Tale strumento che consentiva agli agenti di polizia giudiziaria di esaminare tutto il materiale informatico in uso all'indagato potere veniva ritenuto indispensabile al fine di accertare e definire i limiti della responsabilità penale dell'indagato. Nel caso di specie erano proprio le modalità di realizzazione del reato compiuto, che rendevano necessaria l'emissione del provvedimento del Gip.
L'indagato infatti aveva utilizzato una casella postale elettronica, pertanto come ovvio non si poteva in ogni caso prescindere da un esame del materiale informatico, che sarebbe del tutto illegittimo se non fosse stato autorizzato da parte del magistrato competente per la direzione delle indagini preliminari. Ricorso infondato.










