di Don Antonio Mazzi
Oggi, 25 settembre 2025
Venti giovani della Carovana di Exodus sono andati a Ventotene. Per chiedere ai vertici del Parlamento europeo una politica più attenta a chi cade nelle dipendenze. “Siamo venti giovani che stanno vivendo un cammino di rinascita dopo esperienze di dipendenze, carcere, fragilità, isolamento”. Inizia così la lettera-appello inviata alla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, e alla sua vice, Pina Picierno, dai miei ragazzi in occasione della prima Conferenza Europea su Libertà e Democrazia che si è tenuta nei giorni scorsi a Ventotene”.
“Da tre mesi”, continua la lettera, “stiamo attraversando l’Italia in bicicletta, dalla Lombardia alla Sicilia, e oggi siamo giunti sull’isola dove Altiero Spinelli scrisse il Manifesto per un’Europa libera e unita. Questo luogo è per noi memoria, ma anche sorgente per il futuro... Da questa esperienza e dai quarant’anni di lavoro educativo della Fondazione è nato il desiderio di scrivervi. Non come “esperti di politica”, ma come testimoni della vita, della sofferenza e anche della speranza. Sofferenza che portiamo davanti a voi, sapendo che non sono solo questioni italiane, ma ferite europee e globali. Cresce tra i giovani l’uso di cannabis e stimolanti, si diffondono nuove sostanze, aumenta il consumo problematico di cocaina, mentre salute mentale e fragilità educative diventano emergenze sempre più visibili che mostrano un’urgenza: i giovani europei vivono un tempo di vulnerabilità profonda, che non può essere ignorata.
La nostra richiesta è semplice e, crediamo, umile: non voltate lo sguardo altrove. Fate sì che le vostre decisioni politiche non rimangano astratte o lontane, ma si traducano in scelte concrete e coraggiose che mettano al centro le persone più fragili. Chiediamo che l’Europa diventi davvero una comunità educante investendo nell’educazione e nella formazione permanente, garantendo alternative alla detenzione fondate sul reinserimento, sostenendo politiche contro la povertà educativa, offrendo spazi di prevenzione e cura per le dipendenze vecchie e nuove, accompagnando le famiglie, non dimenticando chi arriva da lontano cercando solo vita e dignità”.
Arrivati sull’isola laziale su tre barche, i ragazzi di Exodus portano un sogno, una Carovana Europea nel 2026: “Immaginiamo un viaggio che attraversi più Paesi per incontrare altri giovani, con le stesse speranze e lo stesso desiderio di pace.... Da ragazzi spesso considerati “scarti della società”, oggi ci sentiamo testimoni di un rinnova mento possibile. Non siamo arrivati: siamo in cammino, letteralmente. E proprio dal nostro cammino, fatto di fatica, di sudore e di speranza, nasce questo appello”.
Voglio aggiungere a questa lettera portata a Ventotene dai ragazzi della Carovana40 di Exodus, la proposta educativa ideata quarant’anni fa per affrontare il dramma della droga e oggi più attuale che mai, le parole del messaggio del presidente Mattarella inviato per l’occasione: “Fare l’Europa per superare la logica del conflitto e delle guerre, per evitare la oppressione dell’uomo sull’uomo, per ribadire la dignità di ogni essere umano, di ogni persona”. E concludo con le parole dei miei ragazzi, che rappresentano il futuro: “L’Europa si occupi di noi”.










