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La Repubblica, 8 aprile 2015

 

In Alabama (Usa) un condannato alla pena capitale è stato "esonerato" e liberato dopo 30 anni di galera. Quattro impiccati in Pakistan. Mentre nel Malawi sono state commutate 5 condanne capitali in ergastolo. Stessa cosa in Afghanistan. Dal sito di Nessuno Tocchi Caino, l'unico osservatorio attivo ed efficace per conoscere come nel mondo viene praticata la pena di morte, o come invece questa pratica viene gradualmente abbandonata, si apprendono notizie drammatiche ma anche, in qualche misura, confortanti. Eccone qui di seguito una sintesi.

 

Alabama (Usa)

 

Dopo 30 anni nel braccio della morte torna libero. È accaduto ad Anthony Hinton, 59 anni, nero, che il 3 aprile scorso è stato scarcerato. La giudice Laura Petro della Jefferson County Circuit Court ha formalizzato il ritiro delle imputazioni da parte della pubblica accusa, ed ha ordinato la scarcerazione dell'uomo, che avverrà appena saranno completate le formalità. Hinton venne condannato a morte nel 1986 con l'accusa di aver ucciso i gestori di due ristoranti, John Davidson e Thomas Vason, in due diverse rapine nel febbraio e luglio 1985.

Nel corso di una terza rapina, nello stesso periodo e nella stessa zona, un terzo gestore di ristorante, Sidney Smotherman, venne ferito gravemente, ma sopravvisse, e identificò Hinton come aggressore.

L'alibi per la terza rapina. Per la terza rapina Hinton presentò un alibi credibile, e per quella rapina non venne incriminato. Ma nell'abitazione dell'uomo era stato rinvenuto un revolver calibro 38, che secondo la pubblica accusa aveva sparato nelle 3 rapine.

Al processo per le due rapine mortali, il difensore d'ufficio di Hinton ritenne che la legge gli consentisse di spendere non più di 1000 dollari per assumere un perito balistico, e l'opinione dell'avvocato venne in qualche misura confermata anche dal giudice. Il perito della difesa sostenne che la corrosione della pistola impediva di collegarla con certezza ai proiettili esplosi contro le vittime, contraddicendo quindi l'elemento principale della pubblica accusa. Ma il curriculum di basso profilo del perito balistico della difesa venne utilizzato dalla pubblica accusa per screditarlo.

Il riesame del caso. Il 24 febbraio 2014 la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva ordinato all'unanimità di riesaminare il ricorso di Hinton, che fino ad allora era stato respinto. La Corte Suprema aveva stabilito che secondo la legge dell'epoca non era vero che esistesse un limite così basso per l'assunzione di un perito balistico, e che un perito più qualificato avrebbe probabilmente instillato in almeno un membro della giuria popolare il "ragionevole dubbio" che avrebbe impedito l'unanimità necessaria per emettere un verdetto di colpevolezza in casi capitali. Hinton sarà iscritto con il n°152 nel registro degli "esonerati" del Death Penalty Information Center, che conta le persone che, dal 1973, sono state prosciolte dopo una iniziale condanna a morte. Hinton è il 2° prosciolto di quest'anno. Debra Milke è stata prosciolta a marzo in Arizona.

 

Emirati Arabi Uniti

 

Salvo dopo aver pagato "il prezzo del sangue". Un uomo di origine asiatica, che era stato condannato a morte per gli omicidi della zia e di suo marito, si è salvato dall'esecuzione negli Emirati Arabi Uniti dopo aver pagato il "prezzo del sangue" e ottenuto il perdono dei familiari delle vittime. L'uomo era stato condannato a morte da un tribunale di primo grado per aver chiuso sua zia con il marito in una stanza, nella loro casa ad Abu Dhabi, dando poi l'abitazione alle fiamme. Una corte d'appello aveva confermato la pena di morte, spingendo l'uomo a presentare ricorso alla Corte di Cassazione, che ha confermato nuovamente la condanna per omicidio premeditato.

Il perdono dei parenti delle vittime. Dopo aver atteso l'esecuzione per quasi quattro anni in carcere, una corte con un nuovo panel di giudici ha annullato il verdetto dopo aver ricevuto una lettera in cui i parenti delle vittime perdonano l'imputato. L'uomo avrebbe deciso di sbarazzarsi della coppia che lo aveva rimproverato per un forte calo delle entrate di un laboratorio di loro proprietà, dopo il loro ritorno da un lungo soggiorno nel Paese di origine.

 

Pakistan

 

Altri quattro prigionieri impiccati. Quattro condannati per omicidio e sequestro di persona in casi distinti sono stati impiccati nelle carceri di Attock, Mianwali, Sargodha e Rawalpindi, portando a 64 il numero di esecuzioni da quando il Paese ha revocato la moratoria autoimposta sulla pena di morte nel dicembre 2014.

Il Carcere Centrale di Sargodha ha visto la sua prima esecuzione in 105 anni dalla sua costruzione nel 1910. Mohammad Riaz era stato condannato a morte da un tribunale anti-terrorismo per aver ucciso due persone durante una rapina in banca nel 2000. Mohammad Ameen, un prigioniero condannato per aver ucciso una persona nel 1998, è stato giustiziato nella prigione di Adiala a Rawalpindi. Un altro prigioniero, Hubdar Shah, condannato per un duplice omicidio commesso nel 2000, è stato impiccato nella prigione centrale di Mianwali. Infine, Akramul Haq, condannato per il rapimento a scopo di riscatto di una bambina di tre anni nel 2002, è stato impiccato nel carcere di Attock.

 

Malawi

 

Cinque riesami e 5 commutazioni di pena. Sono almeno 24 su 192 i casi di condannati a morte già portati all'esame dell'Alta Corte per la riformulazione della sentenza, e di questi 24 detenuti, cinque hanno ricevuto la commutazione della condanna capitale in pena detentiva, ha appreso la Malawi News Agency.

Il presidente della Commissione diritti umani del Malawi, l'ambasciatrice Sophie Kalinde, ha detto che il progetto ha registrato progressi significativi. Parlando di recente ad un Seminario Giuridico sulle Valutazioni della Salute Mentale e Attenuanti nei Casi Capitali, svoltosi a Mangochi, l'ambasciatrice Kalinde ha detto che tutti i detenuti condannati a morte prima del 2007 devono essere portati davanti all'alta corte per la riformulazione della sentenza.

 

Afghanistan

 

Condanna a morte commutata per il killer di una fotografa tedesca. La Corte Suprema afghana ha commutato in 20 anni di detenzione la condanna a morte del poliziotto che nello scorso aprile uccise la fotografa tedesca Anja Niedringhaus, ha riportato l'agenzia AP. L'Associated Press - agenzia per cui Niedringhaus lavorava - ha dato notizia della commutazione citando documenti giudiziari che sono stati inviati al Procuratore generale afghano.

Naqibullah, ex comandante di un'unità di polizia, era stato condannato a morte l'anno scorso da un tribunale di primo grado che lo aveva riconosciuto colpevole di omicidio e tradimento. Naqibullah, che come molti in Afghanistan usa un unico nome, aprì il fuoco senza preavviso contro Niedringhaus e la corrispondente veterana dell'AP Kathy Gannon, il 4 aprile 2014. Le due si stavano occupando del primo turno delle elezioni presidenziali nel Paese. Niedringhaus, 48 anni, morì sul colpo. Gannon fu gravemente ferita e si sta ancora riprendendo dalle ferite in Canada.

"Né Anja né io crediamo nella pena di morte". Lo ha detto Gannon, dopo aver appreso della sentenza. "So di parlare a nome di Anja, così come per me, quando dico che un killer pazzo non rappresenta né una nazione né un popolo." Gannon ha aggiunto che era "una gioia" occuparsi dell'Afghanistan e che sta progettando di tornarci dopo aver completato la guarigione. "Tornerò per entrambe", ha detto. Secondo Zahid Safi, un avvocato della AP informato della commutazione, 20 anni è la condanna detentiva massima in Afghanistan. Naqibullah fu condannato a morte da un tribunale di primo lo scorso luglio e una Corte d'Appello ha deciso a gennaio di commutare la pena in detenzione. Questa sentenza è stata impugnata davanti alla Corte Suprema, che ha reso definitiva la condanna a 20 anni di carcere, anche se la legge afghana prevede che la durata della detenzione possa essere ridotta se il prigioniero dimostra "riabilitazione sociale."