di Alessandro Sala
Corriere della Sera, 2 giugno 2023
Disegno di legge di Michela Vittoria Brambilla per equiparare gli abbandoni ai maltrattamenti. Chi si sbarazza di cani e gatti rischierà sanzioni rinforzate. L’avvicinarsi della stagione estiva fa risuonare l’allarme per gli abbandoni di animali. Un fenomeno che, nonostante campagne di prevenzione e di sensibilizzazione, non è mai stato davvero debellato. I numeri del randagismo, soprattutto in alcune regioni italiane, stanno a dimostrarlo. Dopo gli anni della pandemia, che hanno segnato un incremento delle adozioni di cani e gatti e la scoperta dei benifici di una famiglia allargata, il timore è che l’auspicato ritorno alla normalità possa accompagnarsi ancora alle cattive pratiche del passato.
Ma laddove le iniziative di sensibilizzazione non funzionano, deve essere la legge a garantire la tutela di esseri senzienti che, nel corso del tempo, hanno acquisito via via sempre maggiore importanza nel nostro ordinamento giuridico, fino al loro diritto alla protezione che dallo scorso anno è riconosciuto dalla stessa Costituzione nell’articolo 9. Quest’ultimo demanda alla legge ordinaria le iniziative specifiche di tutela ed è proprio per questo che in Parlamento riparte l’iniziativa legislativa per intensificare le sanzioni per chi commette reati come l’abbandono.
Alla Camera è stato presentato un disegno di legge a prima firma di Michela Vittoria Brambilla, deputata del gruppo misto e presidente dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, che prevede un sostanziale appesantimento delle pene per chi si rende protagonista di abbandoni. Il testo, protocollato come AC30, ha iniziato ieri il suo iter in commissione Giustizia, a Montecitorio.
“Presto potrebbe costare davvero caro, in ogni senso, abbandonare gli animali, magari perché, nella stagione delle vacanze, diventano un ingombro - sottolinea la parlamentare -. Questo odioso comportamento, un reato punito oggi con l’arresto fino a un anno o l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro, potrebbe essere considerato a tutti gli effetti maltrattamento e quindi sanzionato pesantemente, se passerà la mia proposta di legge per modifiche al codice penale in materia di reati contro gli animali”.
Il testo di Brambilla, che ne è anche relatrice, prevede che la contravvenzione di “abbandono di animali”, oggi art. 727 del codice penale, sia assorbita da un “nuovo” art. 544-ter, che punisca il maltrattamento con la reclusione da tre a cinque anni e la multa da 5 mila a 30 mila euro.
Sostanzialmente l’abbandono non sarà più considerato qualcosa di meno grave rispetto ad altre forme di maltrattamento fisico, come lesioni, sevizie, vessazioni non compatibili con la natura di esseri senzienti che viene riconosciuta agli animali, per cui si prevedono ulteriori inasprimenti rispetto ai termini sanzionatori sino ad ora previsti.
“La pena attuale - osserva la deputata - è troppo blanda e non ha alcun effetto deterrente. Con sanzioni decisamente più severe, e il rischio concreto di essere sorpresi magari da qualche telecamera, chi progetta di compiere questo gesto ripugnante ci penserà due volte”.
L’iter è appena agli inizi, ma già in altre occasioni il Parlamento, diviso su quasi tutto, ha trovato unità di intenti proprio nelle scelte a tutela degli animali (l’Intergruppo raccoglie esponenti di tutte le forze politiche presenti in Parlamento), in particolare quelli domestici.










