di Francesco Malfetano
La Stampa, 23 luglio 2025
Il sottosegretario Andrea Delmastro difende il decreto Carceri: “I moduli prefabbricati garantiscono dignità ai detenuti”. “Dare ai tossicodipendenti la possibilità di uscire dal tunnel attraverso un vero percorso di disintossicazione”. Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia di Fratelli d’Italia, rivendica così uno dei provvedimenti più discussi tra quelli approvati ieri in Consiglio dei ministri. Si tratta della misura che consente ai detenuti tossicodipendenti condannati per reati connessi alla dipendenza di scontare la pena in comunità terapeutiche.
Sottosegretario, è una misura che de facto porta la sua firma. Qual è l’obiettivo?
“Dare la possibilità a chi ha commesso reati legati alla tossicodipendenza o al bisogno di procurarsi stupefacenti di disintossicarsi davvero. Per chi ha pene fino a 8 anni abbiamo previsto la possibilità di essere assegnati alle comunità. Chi patteggia, invece, potrà accedere direttamente, oltre allo sconto del terzo della pena, purché si accerti la genuinità della scelta. È un’opportunità che si può cogliere una sola volta nella vita, ma credo testimoni l’impegno del governo per ridurre il sovraffollamento carcerario e, soprattutto, rieducare chi delinque a causa della dipendenza”.
Ma non c’è il rischio di allontanarsi dal modello pubblico di trattamento delle dipendenze? Le associazioni parlano di una “privatizzazione mascherata” della pena...
“Assolutamente no, perché sono proprio le comunità a valutare per prime la genuinità del percorso. Nessuno potrà sfruttare questa misura in maniera utilitaristica. Non è un escamotage, ma un’opportunità seria”.
Come verranno scelte le strutture coinvolte? A quali criteri dovranno rispondere?
“I criteri di ammissibilità saranno definiti in una fase successiva”.
Può escludere che sarà in qualche modo coinvolto anche l’ex albergo di Lozzolo, in provincia di Vercelli, di cui è comproprietario con sua sorella?
Dopo la domanda il sottosegretario valuta se sospendere l’intervista, poi risponde. “Lo escludo categoricamente”.
In Cdm ieri si è varata anche la creazione di 10mila nuovi posti in carcere, anche attraverso moduli prefabbricati nelle aree destinate all’ora d’aria. Non le sembra una soluzione provvisoria?
“Non si tratta solo di moduli, ma anche di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sulle strutture esistenti, e della costruzione di nuovi istituti, come nel caso dell’ex caserma Barbetti di Grosseto”.
Moduli e prefabbricati sono strutture mobili per definizione. Sono davvero la risposta definitiva?
“Sì. È una soluzione strutturale che ci consentirà di raggiungere l’obiettivo dei 10mila posti in più”.
Ma la dignità dei detenuti non può ridursi solo a una questione di capienza o a qualche numero...
“Certo. Ed è proprio per questo che parliamo di umanizzazione della pena: vogliamo garantire spazi dignitosi, cosa che chi ci ha preceduto non ha mai fatto. Noi ci mettiamo 750 milioni di euro. Non mi pare un dettaglio”.
Il Guardasigilli ha escluso un legame diretto tra sovraffollamento e suicidi in cella. Lei è d’accordo? Vi aspettate comunque una riduzione dei casi?
“È un fenomeno complesso e intimo, difficile da decifrare. Ma abbiamo agito anche su questo. Abbiamo finanziato l’assunzione di oltre 10mila nuovi agenti di polizia penitenziaria: molti sono già in servizio, altri in formazione. E per la prima volta nella storia dell’ordinamento penitenziario abbiamo saturato le piante organiche dei funzionari giuridico-pedagogici. Una maggiore presenza e spazi più umani possono aiutare anche su questo fronte”.
Anche in maggioranza c’è chi invoca la “liberazione anticipata speciale” proposta da Giachetti. Il presidente Mattarella ha invitato a una soluzione definitiva sul tema carceri. Non è il momento di valutare quella strada?
“Non credo nei provvedimenti svuota-carceri. Vorrebbe dire ripetere esattamente la ricetta che ci ha condotto alla situazione attuale”.
Ieri il Senato ha approvato in seconda lettura la riforma sulla separazione delle carriere dei magistrati. La riforma avanza, ma le critiche di opposizione e toghe restano...
“Ne hanno sollevate un milione”.
C’è chi teme che vogliate politicizzare la magistratura…
“Nulla di più lontano. Con il sorteggio del Csm impediamo proprio quell’intreccio tra toghe e politica. Prima i togati erano eletti dalle correnti e i laici dal Parlamento. Noi tagliamo quel legame. Per la prima volta si garantisce la vera autonomia della magistratura”.
E l’Anm parla invece di una magistratura “addomesticata e subalterna”…
“Addomesticata a cosa? Il sorteggio impedisce alla politica di mettere le mani dove prima le infilava sistematicamente”.
Sul caso Almasri, anche ieri le opposizioni in Senato hanno chiesto le sue dimissioni o quelle del suo capo di gabinetto. Come risponde?
“È l’ennesima richiesta di dimissioni che rimarrà lettera morta”.
Non crede che sarebbe opportuno che il ministro Nordio riferisca di nuovo in Parlamento?
“Sarà lui a decidere. Ma visto che c’è di mezzo il Tribunale dei ministri, non lo riterrei opportuno”.











