di Claudia Morelli
Italia Oggi, 17 maggio 2019
Magistrati onorari, riforma della riforma in arrivo. Lo schema di disegno di legge inserito all'ordine del giorno per il consiglio dei ministri di lunedì porta a termine un confronto avvenuto "a singhiozzo" tra il ministero della giustizia e le rappresentanze dei magistrati onorari e poi sfociato in un accordo di massima un paio di mesi fa.
Lo schema messo a punto dai tecnici del guardasigilli Alfonso Bonafede apporta modifiche alla più ampia riforma del 2017, n. 117, da una parte per dettare regole più stringenti in materia di incompatibilità e dall'altra per risolvere questioni più "sindacali" (ricordiamo che la variegata categoria di magistrati onorari si è astenuta dalle udienze a scaglioni nel mese di maggio e fino ad oggi). Lo schema ridisegna le incompatibilità, equiparandole a quelle parentali previste per la magistratura ordinaria.
E in ogni caso gli avvocati e i praticanti abilitati non possono esercitare le funzioni di magistrato onorario in uffici giudiziari compresi nel circondario del tribunale nel quale esercitano la professione forense, ovvero nel quale esercitano la professione forense i loro associati di studio, i membri dell'associazione professionale, i soci della società tra professionisti.
Sono riviste le modalità di pagamento, ogni due mesi e non più trimestrali; prevista la possibilità di chiedere il trasferimento di sede per assistere un familiare in stato di bisogno o disabile; viene stabilita una opzione per la liquidazione della indennità (anche fissa); si precisa che i magistrati in servizio potranno continuare ad esercitare fino al 68° anno di età mantenendo le stesse funzioni mentre la liquidazione dell'indennità sarà calcolata fino alla fine dell'incarico e non più limitatamente ai primi 4 anni di servizio. Novità infine anche per le funzioni di pubblico ministero per i procedimenti assegnati al tribunale in composizione monocratica.










