di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 15 luglio 2020
Aperture bipartisan sul testo bocciato in Aula un anno fa. Prove di "larghe intese" fra governo e Forza Italia sulla giustizia. Il punto d'incontro potrebbe essere raggiunto a breve sulla proposta di legge in materia di valutazione disciplinare dei magistrati a seguito di accoglimento della domanda di riparazione per ingiusta detenzione.
Presente il sottosegretario alla Giustizia Andrea Giorgis (Pd), l'azzurro Pierantonio Zanettin ha iniziato ieri in Commissione giustizia a Montecitorio l'esame del testo del ddl presentato lo scorso maggio dal collega di partito Enrico Costa.
La discussione è avvenuta in un clima molto sereno. Segno evidente che non ci sono al momento posizioni ostili in maniera preconcetta su un tema molto delicato e scivoloso come questo. Il provvedimento, infatti, introduce per la prima volta l'obbligo di trasmissione agli organi titolari dell'azione disciplinare nei riguardi dei magistrati (il procuratore generale della Cassazione ed il ministro della Giustizia, ndr) delle sentenze che accolgono le domande di riparazione per ingiusta detenzione, con una ulteriore disposizione in merito alla responsabilità disciplinare dei magistrati.
Il testo riproduce essenzialmente quello, presentato sempre da Costa, che era stato respinto l'anno scorso alla Camera. Rispetto al 2019, però, molte cose sono cambiate. Dal punto di vista politico il governo ha l'impellente necessità di allargare la maggioranza parlamentare in vista dell'autunno quando si troverà a fronteggiare una crisi economica durissima dovuta agli effetti del Covid- 19.
E sul fronte magistratura, invece, l'affaire "Palamara" ha lasciato il segno: difficile in questo momento trovare qualcuno in Parlamento pronto a stracciarsi le vesti per la difesa senza se e senza ma delle toghe. Si sente da più parti la necessità di un cambio di passo nel rapporto politica e magistratura. Il Pd, il principale alleato di governo, non pare pronto ad immolarsi per una nuova battaglia in difesa delle guarentigie dei giudici.
Anche fra i 5S il clima è diverso. Il ministro Alfonso Bonafede ha recentemente predisposto a via Arenula un monitoraggio dei casi di ingiusta detenzione. Il legislatore, con la legge nel 2017 di riforma delle misure cautelari, ha previsto che nella relazione che il governo deve presentare annualmente al Parlamento sull'applicazione delle misure cautelari personali, debba altresì dare conto dei dati relativi alle sentenze di riconoscimento del diritto alla riparazione per ingiusta detenzione pronunciate nell'anno precedente, "con specificazione delle ragioni di accoglimento delle domande e dell'entità delle riparazioni, nonché i dati relativi al numero di procedimenti disciplinari iniziati nei riguardi dei magistrati per le accertate ingiuste detenzioni, con indicazione dell'esito, ove conclusi". Ad oggi, però, il governo non ha ancora adempiuto: l'ultima relazione sullo stato di applicazione delle misure cautelari è stata trasmessa dal governo Gentiloni e contiene dati relativi all'anno 2017.










