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di Coordinamento Carcere Due Palazzi

Ristretti Orizzonti, 17 marzo 2026

Succede anche a Padova. Ci è stato comunicato in questi giorni che all’iniziativa “Incontro di formazione per gli studenti e presentazione dello spettacolo Babele” di TeatroCarcere Due Palazzi, programmata (con largo anticipo e prevista per il 26 marzo 2026 in collaborazione con l’I.I.S. Atestino di Este (per le classi terze) non potranno partecipare gli studenti minorenni. Chiediamo quali siano le motivazioni di questa esclusione di 35 alunni su 50. L’attività di TeatroCarcere Due Palazzi (Amici della Giotto) coinvolge in particolare la fascia di persone detenute giovani (giovani adulti) la cui presenza negli istituti penitenziari è in costante aumento e rappresenta una crescente criticità; si tratta di persone particolarmente fragili e con specifiche difficoltà di adattamento alla vita detentiva.

Il lavoro di TeatroCarcere Due Palazzi è realizzato in collaborazione con il Gregorianum: otto giovani del mondo esterno, impegnati e sensibili, la cui partecipazione permette un confronto generazionale e un incontro nella forma di “apprendimento tra pari”. La finalità dell’iniziativa (approvata dal Collegio Docenti) per l’I.I.S. Atestino è “promuovere una riflessione sul tema della legalità e illegalità attraverso un’esperienza della realtà del carcere mediata da un evento culturale… è convinzione della dirigente scolastica e di tutto il collegio docenti che questo momento di incontro e confronto possa aiutare gli studenti a superare gli stereotipi…Relativamente ai detenuti, ci auguriamo che il contatto con i giovani possa essere un’occasione per tessere relazioni umane significative e continuare a credere in un positivo percorso di reinserimento sostenuto anche da relazioni aperte con il territorio, gli enti e la cittadinanza”.

Le cronache in tutto il paese raccontano di divieti di ingresso generalizzati negli istituti penitenziari di minorenni, e di studenti in generale, anche in realtà nelle quali esisteva una positiva tradizione di iniziative di rieducazione collegate alla scuola e all’ingresso di giovani. Come Coordinamento Carcere Due Palazzi ci preoccupa questa tendenza, e ci chiediamo come sia possibile che iniziative educative promosse da istituzioni scolastiche e autorizzate da genitori vengano invece impedite e bloccate dai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria.

Con quali motivazioni e in nome di quali principi e normative?