di Piero Colaprico
La Repubblica, 6 novembre 2019
Milano e la Lombardia sono una locomotiva, anzi "la" locomotiva del Paese, ma qual è la qualità del carbone che riscalda la caldaia? Lo diciamo non solo come necessario controcanto di queste pagine che mostrano molte bellezze e saggezze lombarde, ma perché da anni assistiamo a tre "fatti" che vanno presi tutti insieme in considerazione. Uno, Assolombarda chiede da tempo un fisco equo e aiuta l'imprenditore che denuncia soprusi e infiltrazioni.
Si rivolge alla magistratura e collabora. Due, le inchieste della procura distrettuale Antimafia hanno mostrato, grazie al lavoro di Ilda Boccassini e dei suoi detective, un assoluto inedito: i giuramenti di affiliazione della 'ndrangheta al Nord e le votazioni deì rappresentanti delle cosche per eleggere chi può "parlare" con Crimine, e cioè la casa madre calabrese.
Quel lavoro, proseguito sotto la guida di Alessandra Dolci, ha mostrato quante "locali" (quante cosche di mafiosi) calabresi sono in mezzo a noi. Tre, periodicamente alcune inchieste della magistratura "portano via" esponenti politici di grande e piccolo livello: alcuni di loro arrivano alla condanna in Cassazione e al carcere vero, dietro le sbarre, prima dei domiciliari. Questo trinomio, pur dentro la grande pancia della balena, con i numeri positivi dell'esportazione, della produzione, del commercio, dei locali pubblici, della ricchezza delle stelle dei ristoranti, delle spiagge blu dei laghi meta del turismo milionario, deve obbligarci - esatto: obbligarci - a riflettere sul tema delle infiltrazioni.
Infiltrazioni del crimine organizzato e del denaro sporco nell'economia sana, neì valori della concorrenza leale, nel concetto di "stretta di mano" che un tempo era sufficiente a sancire contratti ed era il vanto della Lombardia. C'è chi dice che ormai, più che di infiltrazioni, bisognerebbe parlare di "tracimazioni". Non chiediamo soluzioni che al momento non esistono, se non nella retorica poco utile alle imprese e ai cittadini: ma, ripetiamo pensiamoci. E sul serio.










