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di Christian Donelli

parmatoday.it, 12 gennaio 2025

La protesta per ricordare Miloud Mouloud, morto di freddo a 64 anni: “Se avesse occupato una di quelle migliaia di case vuote avrebbe rischiato sei anni di carcere ma sarebbe vivo”. Si è svolta in piazza Garibaldi, nel pomeriggio di sabato 11 gennaio, la manifestazione per ricordare Miloud Mouloud, il 64enne marocchino trovato morto all’interno della baracca in cui dormiva nella mattina del 4 gennaio. Miloud, che viveva da dieci anni a Parma, lavorava ma non poteva permettersi una stanza in affitto. Così si era creato una baracca di fortuna. Qui viveva e dormiva e qui è morto. L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione Al-Amal con l’adesione di Ciac, Rete Diritti in Casa, Donne in Nero, Tutti i Mondi, Potere al Popolo di Parma, Casa delle Donne, Anolf Parma e Casa della Pace.

“E’ morto un uomo che aveva 64 anni, che lavorava qui da tempo - ha detto Katia Torri della Rete Diritti in Casa. Aveva lavori incerti, come fa comodo ai datori di lavoro. Senza garanzie, senza nulla e dormiva in strada. E’ morto lui ma come lui ce ne sono a centinaia, in una città che ha migliaia di alloggi vuoti. Ora, Miloud è morto da solo. Provocazione ma non più di tanto: se avesse occupato una di quelle migliaia di case vuote probabilmente avrebbe rischiato sei anni di carcere ma sarebbe vivo. Se avesse protestano per le sue condizioni di lavoro probabilmente avrebbe rischiato sei anni di carcere ma forse avrebbe avuto uno stipendio in grado di garantirgli un tetto. Se la legge garantisse non solo la proprietà ma la vita umana - che dovrebbe essere la prima cosa garantita in uno stato civile - Miloud sarebbe ancora vivo. È ora di mettere in discussione un sistema economico che considera prima le cose e poi le persone”.