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agenzianova.com, 24 aprile 2020


Il governo del Perù ha approvato un decreto che concede l'indulto a detenuti in situazione di vulnerabilità in 68 carceri del paese, a causa dell'emergenza sanitaria legata al nuovo coronavirus, Lo ha confermato all'emittente "Rpp" il ministro della Giustizia Fernando Castaneda, secondo cui il decreto verrà pubblicato oggi in gazzetta ufficiale.

"Il decreto stabilisce i criteri di selezione o identificazione dei gruppi, tra cui madri che vivono in carcere con bambini di età inferiore a tre anni, donne in gravidanza, adulti di età superiore ai 60 anni che non hanno commesso un reato grave, malati e detenuti che finiscono di scontare la pena nei prossimi sei mesi", ha detto Castaneda. Secondo il ministro saranno interessati dalla misura circa tremila detenuti. In Perù si registrano ad oggi un totale di 19.250 casi di contagio confermati e 530 morti. Tra i contagiati anche 113 funzionati dell'Istituto nazionale penitenziario e 500 detenuti, di cui 13 hanno perso la vita.

Nei giorni scorsi il presidente peruviano Martin Vizcarra ha annunciato un'estensione dello stato di emergenza decretato a causa della pandemia fino al 26 aprile. Nel paese, dove è in vigore la quarantena, le uscite sono limitate per sesso a seconda dei giorni. Il lunedì, il mercoledì e il venerdì potranno circolare solo gli uomini; il martedì, il giovedì e il sabato le donne, mentre domenica le uscite saranno proibite per tutti.

Gli spostamenti sono consentiti solo per l'acquisto di viveri o prodotti farmaceutici. Durante gli spostamenti è obbligatorio l'uso della mascherina. Venerdì 27 marzo il Congresso del Perù ha approvato a maggioranza il testo che assegna pieni poteri all'esecutivo, per un periodo di 45 giorni, nel quadro dell'emergenza causata dalla pandemia del nuovo coronavirus.

Il decreto prevede la restrizione dei diritti costituzionali relativi a libertà e sicurezza personali, inviolabilità del domicilio, libertà di riunione e transito nel territorio nazionale. La misura prevede anche la sospensione del trasporto internazionale di passeggeri per via aerea, marittima e terrestre, mentre potranno continuare a transitare le merci. Si dispone inoltre la chiusura dei negozi, ad eccezione di farmacie, banche e attività legate a generi di prima necessità e viene ridotto del 50 per cento il trasporto pubblico.

Lo scorso 19 marzo Vizcarra ha anche annunciato il coprifuoco notturno dalle 20 alle 5 del mattino. Parlando in conferenza stampa il capo dello stato ha dichiarato che la misura è stata presa perché c'è una piccola percentuale di persone che non rispetta le restrizioni imposte dallo stato di emergenza, e stanno per questo "giocando con la loro salute e con quella dei peruviani". "La maggioranza delle persone resta in casa, ma altri no. Le forze armate e la polizia nazionale del Perù saranno incaricate di fare rispettare rigorosamente questa misura, che non sarà valida solo per Lima, ma a livello nazionale", ha detto Vizcarra.

Sul fronte economico il governo ha annunciato che destinerà risorse pari al 12 per cento del suo Pil all'emergenza causata dal nuovo coronavirus. "L'impatto economico di quello che sta succedendo non ha precedenti e il piano economico che dobbiamo applicare deve essere un piano senza precedenti", ha detto il ministro dell'Economia e delle Finanze, Maria Antonieta Alva, in un'intervista con "Cuarto Poder". Il governo, ha spiegato, sta pensando allo sviluppo di un piano su due tappe: una di contenimento della crisi e uno di riattivazione dell'economia.

Nella prima fase di contenimento "l'esecutivo prevede di spendere 30 miliardi di sol (circa 8 miliardi di euro)". Nella seconda tappa, annunciata dal presidente della Banca centrale, "si prevede uno schema di garanzia di prestiti alle imprese per altri 30 miliardi di sol". Altri 8 miliardi di euro verranno messi in campo per la fase di riattivazione. "Abbiamo le risorse fiscali per adottare misure coraggiose ma necessarie", ha detto Alva.