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umbriacronaca.it, 21 ottobre 2022

Va in scena mercoledì 26 ottobre alle 18 nella Casa Circondariale di Capanne e giovedì 27 ottobre alle 19 al Teatro Morlacchi di Perugia, lo spettacolo Balera di Vittoria Corallo, nato nell’ambito del progetto Per Aspera Ad Astra - riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza.

Promosso da Acri, l’Associazione nazionale delle fondazioni di origine bancaria, realizzato con il sostegno di Fondazione Perugia e prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria, Balera è il terzo capitolo di una ricerca portata avanti insieme ai detenuti che via via hanno partecipato alle precedenti tre edizioni di Per Aspera ad Astra all’interno della Casa Circondariale di Capanne.

In tutta Italia il progetto ha coinvolto 11 Fondazioni, 14 carceri e oltre 420 detenuti, di cui 30 a Perugia. La quarta edizione del progetto, pensato per contribuire al recupero dell’identità personale e alla risocializzazione dei detenuti, è stata illustrata in occasione di una conferenza stampa a cui hanno partecipato: Daniela Monni, presidente Commissione welfare di Fondazione Perugia, Bernardina Di Mario, direttrice della Casa Circondariale di Capanne, Nino Marino, direttore del Teatro Stabile dell’Umbria, la regista Vittoria Corallo e Fabrizio Stazi, direttore di Fondazione Perugia.

Con Balera per la prima volta i detenuti si esibiranno in teatro. Nelle precedenti edizioni, infatti, la pandemia aveva imposto delle limitazioni ma non aveva fermato il progetto che si era concretizzato, tra le altre cose, nel cortometraggio Voliera, sempre con la regia di Vittoria Corallo, che era stato selezionato nella sezione Voci dal Carcere dal MedFilm Festival di Roma, Festival della Capitale dedicato alle cinematografie del Mediterraneo.

Entrambi gli spettacoli sono gratuiti e aperti a tutta la cittadinanza. Per l’evento di mercoledì 26 ottobre alle 18 alla Casa circondariale di Capanne è possibile inviare una email all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Per quello di giovedì 27 ottobre alle 19 al Teatro Morlacchi di Perugia è possibile registrarsi su Evenbrite a questo link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-balera-435672848217

“Il titolo del progetto Per aspera ad astra - ha spiegato Daniela Monni, presidente Commissione welfare di Fondazione Perugia - è evocativo, significa che per molti detenuti, attraverso questa parentesi della loro vita, c’è la possibilità di tornare a sperare, di uscire e tornare alla luce. Tutto questo non avviene per magia e non è sempre scontato, va fatto sempre un investimento. Fondazione Perugia ha creduto in questo progetto e lo ha sostenuto fortemente perché siamo convinti del suo valore sociale. Ad accompagnarci in questo percorso è stato il Teatro Stabile dell’Umbria che ha individuato e messo a disposizione le figure professionali per realizzare e portare in scena lo spettacolo. Durante il lavoro di preparazione di Balera i detenuti hanno potuto sperimentare non solo la recitazione, ma anche le professioni legate al mondo delle arti e dei mestieri teatrali”.

“Il teatro è una forma d’arte - ha sottolineato Nino Marino, direttore del Teatro Stabile dell’Umbria - Vive attraverso l’incontro tra chi ascolta e vede e chi racconta. Il teatro non è una cura, ma può essere terapeutico. Diverse sono le esperienze e le pratiche teatrali rivolte al sociale che portano il teatro fuori dal teatro. Con il progetto Per aspera ad astra il teatro è entrato nella Casa circondariale di capanne e, dopo un lungo percorso di lavoro e formazione, ritornerà al Morlacchi per il progetto Balera di Vittoria Corallo con i detenuti attori per vivere insieme al pubblico un momento di condivisione e di creazione”

“Abbiamo aderito con entusiasmo a questa iniziativa - ha detto Bernardina Di Mario, direttrice della Casa Circondariale di Capanne - perché il tempo della detenzione non può essere un tempo vuoto, ma un tempo che va riempito con cose importanti. I laboratori teatrali all’interno del carcere aiutano la persona a pensare, a farsi delle domande e a dare delle risposte che stimolano il cambiamento e alimentano la speranza. La funzione della pena è quella di ricostruire la dignità della persona e, grazie a queste attività, che peraltro consentono ai detenuti di venire a contatto con il mondo esterno, si dà un contributo importante nel ricostruirla”.

“Se guardo l’esperienza a ritroso, giocando con il tempo, vedo che la materia studiata ha subìto una trasformazione mentre cercavamo ne Gli Uccelli di Aristofane il nostro racconto della libertà - ha raccontato Vittoria Corallo -. Abbiamo estratto da quell’opera alcuni temi che rivisti ora tutti in fila, dal futuro rispetto a dove avevamo iniziato, hanno una consequenzialità che assomiglia alla sublimazione dello stato della materia. In principio era il cemento, lo spazio urbano, i metri quadrati abitati dalle persone, il linguaggio della strada e la proporzione tra spazio fisico e spazio interiore; questo era Voliera, il nostro primo passo. In un secondo momento abbiamo avviato un processo creativo che ha coinvolto anche la partecipazione di cittadini volontari al dialogo artistico con i detenuti, utilizzando la corrispondenza. In questa fase ci siamo interrogati su tutto ciò che forma e forse condiziona la libertà individuale, come il mondo affettivo e sociale influenzano in maniera più o meno consapevole le nostre scelte; abbiamo provato ad interferire con i condizionamenti che sono emersi da quel confronto. Lenti e Abito Persona sono state le restituzioni del percorso, rispettivamente una serie di brevi video performativi e una mostra fotografica relazionale”.

Balera - Breve descrizione - Balera nasce dallo spostamento di una lettera, un pretesto che apre a un gioco sui contenitori e sui contenuti, a indicare che il luogo di partenza sarà trasfigurato e abbandonato. Galera con la B è solo il primo spostamento, ne seguono altri che sono orientati verso spazi metafisici: in questo senso è stato un percorso di sublimazione. Ne Gli Uccelli di Aristofane ci si sposta dal mondo umano a quello degli uccelli, considerando anche quello degli Dei, i due protagonisti cercano di capovolgere l’ordine gerarchico di quei tre mondi per sfruttarlo anziché subirlo, cercano la libertà incondizionata nel potere incondizionato. L’autrice si è chiesta invece se fosse possibile sovvertire le regole del gioco, superando le gerarchie e le strutture conosciute per avvicinarsi ad un altro tipo di libertà: “Fino ad ora abbiamo esplorato il limite, abbiamo osservato come la libertà individuale si scontra con la realtà, siamo passati dalle circostanze concrete geografiche e sociali a quelle più astratte e inconsce, ma comunque condizionanti. Nella ricerca di una libertà più ampia o più pura ho avuto la sensazione che mi dovessi spostare dall’uomo, come se l’uomo per sentirsi più libero si dovesse spostare da sé. Mi sono rivolta ad altri testi per proseguire questo racconto: Genesi e Tempo di Guido Tonelli e L’ordine del tempo di Carlo Rovelli. Al Cern di Ginevra si studiano le particelle che hanno dato origine all’universo all’interno di un acceleratore, in Balera si cerca di sollecitare la relazione tra le persone in assenza di realtà, come a voler staccare chi siamo dal racconto stratificato di chi siamo. In Balera ci si proietta fuori dall’atmosfera, si cerca un luogo zero, la cifra dell’universo, dentro di noi”.