umbria24.it, 31 agosto 2019
Un 37enne è stato trovato senza vita mentre era in isolamento per motivi disciplinari. Scatta la protesta con materassi incendiati. Nuovo caso di cronaca dal carcere perugino di Capanne. Dopo la rivolta con un agente preso in ostaggio da alcuni detenuti di un paio di giorni fa, stavolta un detenuto straniero di 37 anni si è tolto la vita impiccandosi. Lo riferisce il sindacato di Polizia penitenziaria Sappe, spiegando che l'episodio è avvenuto venerdì mattina. Episodio che ha poi suscitato la rivolta di alcuni detenuti, che ha causato una decina di feriti tra gli agenti.
Impiccato in cella - "L'uomo - spiega il segretario nazionale Fabrizio Bonino - si è suicidato in una cella dove era isolato per motivi disciplinari. Nordafricano, 37 anni, fino a mezz'ora prima aveva parlato con l'agente di servizio ma nel successivo giro di controllo è stato ritrovato impiccato alle sbarre della finestra. L'uomo è stato prontamente soccorso dal personale di polizia penitenziaria e tempestivamente sono intervenuti il medico che hanno provato più volte a rianimarlo ma non c'era più nulla da fare".
Rivolta - Il sindacato Sappe riferisce poi di una "folle e irrazionale reazione di alcuni detenuti". "Qualcuno - spiega Bonino - ha messo in circolo la falsa e assurda notizia che il detenuto sarebbe stato ucciso e questo ha indotto gli altri detenuti, ristretti nei quattro piani del Reparto circondariale, a bruciare materassi e a dare corso a folli e forti proteste. Direttore e comandante del carcere hanno disposto per il personale di polizia penitenziaria in servizio di disporsi in assetto anti-sommossa, ma per fortuna non è stato necessario intervenire. Certo, avere propalato una notizia falsa è stato assurdo e folle, ma la polizia penitenziaria ha saputo fronteggiare anche questi drammatici eventi". Il segretario generale del Sappe, Donato Capece, preannuncia una assemblea pubblica del sindacato ed una conferenza stampa fuori del carcere di Perugia la settimana prossima: "la situazione a Capanne è allarmante e servono urgenti interventi. Non c'è tempo da perdere, altrimenti la bomba esplode".
Diversi focolai - Secondo un altro sindacato, l'Osapp, i detenuti "sbattevano i "blindi" - riferisce il vice segretario Angelo Romagnoli a Umbriajournal - i piatti e tutto ciò che potevano trovare. A loro dire saremmo stati noi della polizia penitenziaria la causa della morte del detenuto che si è impiccato questa mattina. Il direttore del carcere, Bernardina Di Mario e il comandante sono saliti su nei reparti - con loro c'era l'equipe "trattamentale" (educatori) per cercare di placare gli animi e cercare di ristabilire un dialogo. I detenuti - spiega ancora il sindacalista - non hanno capito e hanno continuato nella loro protesta. La situazione è diventata drammatica, in quanto hanno cominciato ad incendiare i materassi nelle varie sezioni e sono stati appiccati 5 o 6 focolai. A quel punto è stato necessario utilizzare mezzi anti sommossa per placare la rivolta e riportare la calma all'interno dell'istituto. E dopo circa tre ore e mezzo è stata riportata la calma all'interno del carcere di Capanne".
Intervenga il ministro - "Un immediato intervento del ministero e del Dap presso il carcere di Capanne a Perugia" è stato sollecitato al Ministro Bonafede dai parlamentari umbri del Pd Walter Verini e Nadia Ginetti, dopo la grave situazione venutasi a verificare presso l'istituto. "È una situazione davvero molto tesa. Abbiamo contattato direttamente il Ministro perché è necessario che si diano subito segnali concreti di attenzione e di vicinanza alle forze di polizia penitenziaria, cui va la nostra solidarietà e si prendano concreti provvedimenti per allentare la tensione e mettere tutto il personale nelle condizioni di svolgere il loro delicato lavoro".











