di Luca Fiorucci
La Nazione, 12 giugno 2026
Di nuovo sollecitati gli accertamenti del ministro. “Oggi siamo tutti perugini” dice Francesco Petrelli, presiedente dell’Unione delle Camere penali italiane. “Oggi siamo tutti perugini e tutti detenuti”, aggiunge Alessandro Cannevale, ex magistrato ora avvocato, legale dell’avvocato Daniela Paccoi, indagata in un’inchiesta sul traffico di droga e, in precedenza, difensore dell’indagato da cui tutta la vicenda ha preso il via. Nell’indagine a carico dell’avvocato anche le intercettazioni effettuate nella sala colloqui del carcere di Capanne, durante gli incontri tra legale e assistito. Tra gli “ascolti” risulterebbero anche molte conversazioni, e da qui la denuncia, non autorizzate e non collegate alla vicenda. Una aperta violazione dei diritti previsti dalla Costituzione sostengono gli avvocati penalisti, che si sono ritrovati a Perugia per la manifestazione nazionale di protesta e che invocano gli ispettori del ministero della Giustizia.
“Una cosa del genere non deve più accadere. Il diritto di difesa è un diritto costituzionalmente garantito e riguarda tutti” ha sostenuto, inoltre, il presidente della Camera Penale di Perugia, Luca Gentili. “L’avvocato può consigliare strategie al suo assistito, può legalmente consigliare anche di mentire perché è un diritto riconosciuto nel nostro Codice” ha aggiunto.
È grave “sapere che un colloquio riservato tra avvocato e assistito venga sentito da chi non ha alcun diritto a farlo perché si parla di colloqui che non avevano a che fare con l’indagine per cui era stata autorizzata l’intercettazione” ha ribadito ancora Gentili. Si tratta di spiegare a tutti i cittadini che il diritto alla riservatezza è parte integrante del diritto di difesa e che il diritto di difesa è il baluardo di uno stato di diritto”, ha rimarcato ancora Petrelli. E nel caso specifico: “Abbiamo sollecitato accertamenti da parte del ministro”.










