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di Luca Fiorucci

La Nazione, 19 aprile 2026

Una detenuta di 41 anni, ternana, è stata trovata senza vita, ieri mattina, nella sua cella nel reparto femminile del carcere di Capanne. Ad accorgersene l’agente di Polizia penitenziaria addetta alla vigilanza, riferisce Angelo Romagnoli della segreteria regionale della Uilpa - che, appurato che la donna, ancora a letto, non respirava più, ha immediatamente attivato i soccorsi. Il personale sanitario ha cercato di rianimare la donna, senza però riuscire nell’intento. Sul posto si è subito recato il magistrato di turno e il medico legale. Gli accertamenti sono ancora in corso.

La Procura della Repubblica di Perugia ha aperto un’inchiesta per chiarire le cause della morte della 41enne, attribuibili, secondo una prima ricostruzione, a cause naturali o forse in conseguenza di un mix di farmaci. Circostanza che potrà chiarire l’autopsia. “Con sentimento di dolore e mestizia, devo confermare la morte in carcere di una giovane detenuta di 41 anni, ternana, per cause ancora in corso di accertamento.

L’evento ha visto impegnato tutto personale del carcere di Capanne, dalla direttrice alla comandante della polizia penitenziaria, come anche l’area medico sanitaria con massima dedizione e a loro intendo rivolgere le più sentite condoglianze estese peraltro a tutta la comunità carceraria in questo momento sotto shock per l’accaduto” commenta Giuseppe Caforio, garante per i detenuti dell’Umbria.

“La morte di una giovane donna in un contesto già carico di problematiche note, costituisce fatto scioccante che fa riflettere e impone ancora una volta la necessità che vi sia un impegno forte e concreto verso la risoluzione dei principali problemi che attanagliano il sistema carcerario e quindi il sovraffollamento, la carenza di personale della polizia penitenziaria e il rafforzamento delle strutture trattamentali sociosanitarie” aggiunge ancora il garante che rivolge “le più sentite condoglianze anche ai familiari della detenuta”. 

“Ancora una volta - sottolinea ancora Angelo Romagnoli della Uilpa - gli agenti della polizia penitenziaria si sono trovati ad affrontare un evento drammatico in condizioni di grave carenza di organico. Donne e uomini in divisa che, quotidianamente, garantiscono sicurezza e assistenza ben oltre i limiti delle risorse disponibili, operando con senso del dovere, professionalità e spirito di sacrificio. È inaccettabile che tali tragedie si inseriscano in un contesto caratterizzato da croniche carenze di personale e da carichi di lavoro sempre più gravosi, con turni massacranti anche di 16 ore consecutive. Non si può più continuare a chiedere agli agenti di sopperire alle mancanze strutturali e di organico del sistema”.