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di Gabriele Burini

Corriere dell’Umbria, 5 ottobre 2026

Un detenuto di 60 anni è stato trovato morto ieri mattina nella sua cella all’interno del carcere di Capanne. A denunciarlo è stato Fabrizio Bonino, segretario nazionale del Sappe per l’Umbria, con il Sindacato autonomo polizia penitenziaria che esprime “il più sentito cordoglio e la propria vicinanza alla famiglia del detenuto italiano, con fine pena prevista nel 2030. Il decesso, avvenuto nella notte tra il 3 e il 4 ottobre, sarebbe riconducibile a cause naturali. Alla famiglia del ristretto giunga la nostra umana solidarietà”.

Ma come evidenziato dal Sappe, il tragico evento “pur nelle sue cause naturali, riporta drammaticamente l’attenzione sulle condizioni in cui quotidianamente operano la polizia penitenziaria e il personale sanitario negli istituti di pena umbri”. “Esprimiamo vicinanza alla famiglia del detenuto - dichiara Bonino - ma vogliamo anche accendere i riflettori su chi, ogni giorno, entra in quelle celle con organici ridotti all’osso e numeri di detenuti insostenibili”.

Il Sappe Umbria torna quindi a chiedere risposte strutturali: potenziamento degli organici, stabilizzazione dei precari, rafforzamento dell’assistenza sanitaria, riduzione del sovraffollamento, supporto psicologico e prevenzione delle aggressioni.