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di Luca Fiorucci

La Nazione, 22 settembre 2025

L’avvocato Giuseppe Caforio: “Si sono moltiplicati in queste settimane episodi di autolesionismo e di violenza nei confronti della polizia”. La presidente della Regione, Proietti: “Una sconfitta collettiva”. Continua a essere drammatica la situazione delle carceri umbre. Tensioni, personale insufficienza, carenze strutturali, una percentuale estremamente elevate di detenuti psichiatrici che non hanno adeguata assistenza e che rendono la convivenza tra la popolazione reclusa estremamente critica. E un altro suicidio. La seconda morte nelle case circondariali dell’Umbria dopo il recente decesso di un detenuto a Spoleto, presumibilmente che complicazioni legate all’uso di stupefacenti. Ieri mattina, invece, a morire, per un atto volontario, è stata una detenuta trentacinquenne della sezione femminile del carcere di Capanne, a Perugia.

“È con profondo dolore e anche con un senso di sconforto e sconfitta che devo comunicare che al carcere di Capanne nella sezione Femminile questa mattina vi è stato il suicidio di una detenuta italiana”. Lo rende noto il garante dei detenuti per l’Umbria, Giuseppe Caforio. “È un fatto gravissimo in un momento in cui gli sforzi per cercare di migliorare le condizioni dei detenuti nelle carceri umbre si stanno moltiplicando Anche se i risultati tardano ad arrivare. Mentre si è ancora in attesa della effettiva presa di avvio del provveditorato Umbria-Marche che dovrebbe essere più vicino alle esigenze delle nostre carceri, la situazione permane fortissimamente grave specie se si considera che oltre la dolorosa vicenda di domenica, si sono moltiplicati in queste settimane episodi di autolesionismo e di violenza nei confronti della polizia penitenziaria, a testimonianza di un momento veramente difficile” aggiunge Caforio.

“Mi auguro che dopo tanta attesa finalmente si possa avere una svolta che dia concretezza a quei diritti fondamentali spesso violato nelle carceri. Mi riferisco soprattutto a quello di avere carceri in condizioni di umanità ragionevole. Questo cambio di passo - conclude Caforio - spero possa avere concretezza anche attraverso provvedimenti di natura straordinaria”.

“Questo nuovo e grave evento critico rispecchia ancora una volta la grave situazione che stanno vivendo le donne e gli uomini in divisa della polizia penitenziaria di Perugia, i quali devono fronteggiare continuamente questi eventi estremi messi in atto da soggetti psichiatrici senza ricevere la giusta formazione professionale” sottolinea Angelo Romagnoli della segreteria regionale della Uilpa. “In Italia sale così a 61 la tragica conta dei ristretti che si sono suicidati nel corso del 2025 - sottolinea Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa polizia penitenziaria -. Numeri inconcepibili per un paese che voglia dirsi civile, ma che tuttavia non riescono a smuovere le coscienze di quanti dovrebbero intervenire compiutamente sull’emergenza penitenziaria, a cominciare dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio”.

“Siamo profondamente addolorati e scossi da quanto accaduto. Ogni volta che una vita si spegne dietro le mura di un istituto penitenziario sentiamo il peso di una sconfitta collettiva. Non possiamo nemmeno immaginare quanto grande fosse il dolore che ha portato questa giovane donna a togliersi la vita, e siamo sconvolti di fronte a questa tragedia che lascia senza parole”: a sottolinearlo la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e l’assessore al Welfare, Fabio Barcaioli.