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di Egle Priolo

Il Messaggero, 11 settembre 2022

Tempi troppo lunghi delle cause, diritti erosi dai mesi di attesa, valori costituzionali rosicchiati dalle lungaggini della burocrazia. Abbastanza perché chi per lavoro difende anche quei diritti proclami lo stato di agitazione e sia pronto a dare battaglia, anche fuori dalle aule di tribunale.

“Il Consiglio Direttivo della Camera Penale di Perugia “Fabio Dean” ha deliberato di proclamare lo stato di agitazione per denunciare un’eccessiva dilazione nei tempi di definizione dei procedimenti, sia monocratici che collegiali, trattati dalla Magistratura di Sorveglianza di Perugia”.

Così, in una nota firmata dal presidente Marco Angelini i penalisti di Perugia denunciano le difficoltà riscontrate nel tribunale di sorveglianza, che forse più di altri effettivamente sconta problemi di organico che certamente influiscono sul sistema. Come emerso nell’ultima inaugurazione dell’anno giudiziario, infatti, per gli uffici perugini “la mancanza di un magistrato di sorveglianza sui due dell’organico ha avuto influenza negativa”.

Secondo la relazione del presidente Antonio Minchella, tra l’altro, a fronte di un organico previsto di 20 dipendenti, in servizio come personale amministrativo sarebbero solo in 13, quasi la metà. Quindi, nonostante l’impegno, la volontà di mantenere le quattro udienze camerali al mese e l’aumento (ben 2.828 nell’ultimo anno considerato) dei procedimenti definiti, è chiaro come la situazione sia difficile e in qualche modo costretta ai ritardi.

“Si tratta di ritardi - insiste quindi il presidente Angelini - che finiscono per incidere profondamente sull’attuazione dei diritti delle persone detenute ad ottenere in tempi ragionevoli le misure alternative alia detenzione, i permessi premio e gli altri benefici previsti dall’Ordinamento Penitenziario e che, di fatto, rendono assai più difficoltoso, se non vanificandolo, il percorso di rieducazione e risocializzazione sancito dalla Carta costituzionale.

La problematica, da tempo già segnalata all’autorità giudiziaria competente, sta avendo gravi ripercussioni all’interno degli istituti penitenziari del nostro distretto. Nell’ambito del proclamato stato di agitazione saranno intraprese numerose iniziative volte a sensibilizzare gli organi giudiziari e tutti gli operatori e addetti del settore”. Tra queste, anche l’appuntamento previsto per domani per sensibilizzare anche l’opinione pubblica, con una visita dei rappresentanti della Camera penale insieme all’associazione Nessuno tocchi Caino al carcere di Capanne.