di Ilaria Albanesi
Corriere dell’Umbria, 19 settembre 2026
Prendersi cura dei luoghi della comunità attraverso interventi di manutenzione, decoro, valorizzazione e rigenerazione condivisa. È questo lo spirito della settimana della custodia 2026 - promossa dal Comune di Perugia e dalla Fondazione Brunello e Federica Cucinelli - che, nei giorni scorsi, ha fatto tappa nel carcere di Capanne, accendendo i riflettori su un luogo spesso lontano dagli occhi della collettività, ma parte integrante del tessuto sociale perugino. Nello specifico, i detenuti nella sezione maschile sono stati coinvolti nella tinteggiatura e nella riqualificazione di un’area interna del carcere. La sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, l’assessore Andrea Stafisso e Carolina Cucinelli, accolti dalla direttrice Antonella Grella, giovedì 17 settembre hanno voluto incontrarli e ringraziarli per il loro impegno, spostandosi poi nella sezione femminile per salutare le partecipanti a un laboratorio di mosaico.
Presente anche Cristiana Bartolucci, direttrice di Formedil Perugia, ente di formazione professionale senza fini di lucro del settore edile, amministrato pariteticamente dalle organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori delle costruzioni. L’iniziativa, infatti, è stata resa possibile grazie all’impegno di Formedil, che da anni opera all’interno degli istituti penitenziari di Perugia e Spoleto con percorsi formativi finalizzati all’inserimento lavorativo dei detenuti.
“La tappa di Capanne - ha affermato la sindaca Vittoria Ferdinandi - ha aggiunto un tassello significativo al mosaico della Settimana della Custodia 2026, confermando che la cura dei luoghi è anche cura delle persone. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che, nella giornata di oggi, ha trovato espressione in un contesto particolarmente emblematico: quello di un carcere che, attraverso il lavoro, la formazione e la collaborazione con il territorio, diventa luogo di responsabilità e dignità.
Questa iniziativa ha un valore enorme - ha proseguito la sindaca - perché custodire la città e i suoi luoghi significa anzitutto non dimenticarne nessuno. Purtroppo, le carceri sono luoghi troppo spesso dimenticati. La nostra Costituzione ci insegna, invece, che non devono essere luoghi di cristallizzazione dei destini, ma anche di riabilitazione. Siamo quindi felici, attraverso la Settimana della Custodia, di offrire anche qui momenti di custodia collettiva e di costruzione di comunità”.
“Anche quest’anno - ha commentato l’assessore Stafisso - partecipano Formedil e l’istituzione carceraria. A queste attività a Capanne tengo molto perché consentono di mettere a frutto le competenze acquisite dai detenuti con una formazione mirata. Inoltre, scegliere di prendersi cura di un luogo di detenzione, e non soltanto di aree tradizionalmente considerate meritevoli di attenzione, come parchi e spazi gioco, è una scelta per nulla scontata. Un ulteriore sprone, dunque, a proseguire per questa via”.
“La partecipazione dei detenuti e delle detenute alla Settimana della Custodia - ha aggiunto Carolina Cucinelli - ha dato vita al senso di comunità che è ancora più importante in contesti come quello della Casa Circondariale di Capanne, a testimonianza del fatto che l’inclusione e la collaborazione animano azioni di alto valore. Prendersi cura dei luoghi che ci ospitano è un atto di responsabilità civile che rafforza l’idea che il singolo possa sentirsi custode in nome del bene comune”.
“Partecipare alla Settimana della Custodia esprime la volontà del carcere di sentirsi parte della comunità e del territorio - ha sottolineato la direttrice della Casa Circondariale di Perugia, Antonella Grella -. Quest’anno puntiamo alla riqualificazione di due reparti maschili, partendo dal piano terra destinato alle attività trattamentali. Poi saranno interessate tutte le sezioni e le stanze dei detenuti. L’obiettivo, quindi, è migliorare la vivibilità degli spazi a tutto vantaggio sia dei detenuti sia del personale. Ringraziamo Formedil e gli imprenditori edili che hanno sostenuto l’iniziativa”.
“Quella che si sta svolgendo è un’azione che ha un duplice valore formativo - ha spiegato, infine, Cristiana Bartolucci. La formazione che realizziamo in carcere è sempre orientata all’occupazione e alle assunzioni. Attraverso attività concrete come questa, i detenuti non solo sperimentano competenze spendibili nel mondo del lavoro, ma maturano anche un senso di responsabilità verso gli spazi comuni”.









