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perugiatoday.it, 21 agosto 2026

Il Garante denuncia un sistema che fa ammalare i detenuti e mette a rischio gli agenti. Richieste al consiglio regionale: più sicurezza, personale formato e ripristino dei servizi sanitari. Visita ufficiale del Garante regionale dell’Umbria per le persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, l’avvocato Andrea Pensi, presso la Casa circondariale di Perugia - Capanne. L’incontro, richiesto a seguito dell’aggressione ai danni di un agente di Polizia penitenziaria avvenuta lo scorso 18 agosto, ha messo in luce le numerose criticità che affliggono l’istituto penitenziario perugino, con particolare attenzione alla sicurezza del personale e alla gestione dei detenuti con disturbi psichiatrici.

Il Garante è stato accolto dalla vice direttrice Eva Mariucci, con la quale ha avuto un confronto approfondito sulle dinamiche dell’aggressione e sulle condizioni generali del carcere. Nel corso del colloquio, è emersa con forza la questione dell’alta percentuale di detenuti affetti da patologie psichiatriche, una realtà che espone quotidianamente gli agenti a situazioni di forte tensione e richiede interventi mirati.

“Quello di Capanne è un contesto particolarmente delicato - ha dichiarato l’avvocato Pensi - in cui la presenza significativa di detenuti con problematiche psichiatriche rappresenta una delle principali sfide. A questo si aggiunge l’urgenza di garantire una formazione adeguata ai nuovi agenti, che spesso si trovano ad operare in un ambiente complesso e potenzialmente esplosivo senza gli strumenti necessari”. Il Garante ha sottolineato come l’episodio del 18 agosto, seppur non il più grave tra quelli verificatisi, debba rappresentare un campanello d’allarme per le istituzioni. “La sicurezza degli agenti, dei detenuti e di tutto il personale deve essere una priorità assoluta” ha ribadito, annunciando che riferirà al consiglio regionale le criticità riscontrate, chiedendo interventi tempestivi per potenziare le misure di sicurezza e avviare percorsi formativi strutturali.

Nel corso della visita, il Garante ha incontrato anche il direttore sanitario del distretto carcerario, dottor Alessandro Lucarini, e il personale medico. Al centro del confronto, le problematiche legate all’assistenza sanitaria, in particolare la carenza di percorsi dedicati al trattamento dei disturbi psichiatrici e la necessità di potenziare gli strumenti di presa in carico congiunta, fondamentali per accompagnare i detenuti nel passaggio dalla detenzione alla libertà.

In occasione dell’incontro, l’avvocato Pensi ha denunciato con forza l’inadeguatezza strutturale del sistema carcerario, definendolo “un luogo in cui, inevitabilmente, le persone entrano sane e si ammalano, mentre chi entra malato ne esce peggiorato”. Sul piano operativo, il Garante si è fatto portavoce dell’urgenza di ripristinare il servizio oculistico all’interno del presidio, interrotto da mesi, sottolineando come la continuità delle prestazioni specialistiche sia essenziale per evitare trasferimenti esterni che aggravano i compiti della Polizia penitenziaria e aumentano i rischi per la sicurezza. “Non possiamo attendere che episodi di aggressione diventino la normalità - ha concluso Pensi - È necessario intervenire subito per rafforzare la sicurezza, sostenere il personale e affrontare in modo strutturale la gestione dei detenuti con disagio psichiatrico”. La visita si è conclusa con l’impegno del Garante a sollecitare la Regione e le autorità competenti affinché vengano adottate misure concrete per migliorare le condizioni all’interno della Casa circondariale di Perugia.