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perugiatoday.it, 22 settembre 2025

Lettera indirizzata a tutte le donne che scontano la pena nella casa circondariale del capoluogo. Nella mattinata di domenica 21 settembre una detenuta di 30 anni, originaria di Taranto, si è suicidata nel carcere di Capanne. Una notizia drammatica diffusa dal garante dei detenuti. La sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, ha voluto scrivere e inviare una lettera indirizzata a tutte le donne che scontano la pena nella casa circondariale del capoluogo.

“Care ragazze - scrive Ferdinandi - in questi giorni così difficili desidero farvi arrivare tutta la mia vicinanza e quella della città di Perugia. La notizia che ci ha scosso ha riempito di dolore l’intera comunità e ci ricorda quanto sia importante non lasciare mai nessuna di voi sola. Vi scrivo perché sappiate che non siete dimenticate, che la vostra vita conta e che la vostra voce merita di essere ascoltata”.

E ancora: “So che la vita lì può essere faticosa e che ci sono giorni in cui il tempo sembra fermarsi e il silenzio pesa di più. Perugia è presente per voi e non può voltarsi dall’altra parte, è fondamentale restare accanto a chi vive questo tempo difficile e trasformare ogni giorno in un’occasione per guardare avanti. Per questo serve il lavoro di tutti, la direzione del carcere, il personale, i volontari, il terzo settore, le imprese e le istituzioni, perché il tempo che vivete lì non sia soltanto un tempo sospeso ma un tempo capace di aprire strade nuove”. 

“È fondamentale rafforzare le attività che vi aiutano a sentirvi parte della comunità, percorsi di formazione e di lavoro che aprano possibilità per il futuro, iniziative culturali e ricreative che diano significato alle giornate, strumenti per mantenere vivi i legami familiari e per prepararvi al momento in cui tornerete a vivere la città. Ogni passo in questa direzione è un atto di giustizia e di civiltà e una comunità si misura anche da come accompagna chi attraversa i momenti più difficili - si legge nella lettera.

Le vostre parole e le vostre proposte sono preziose, se sentite il bisogno di raccontare, di segnalare, di proporre, fatele arrivare attraverso chi lavora ogni giorno con voi. La città vuole ascoltarvi e da questo ascolto possono nascere percorsi migliori, più umani e più vicini ai vostri bisogni. E quando arriverà il momento di tornare fuori, è indispensabile che Perugia sia pronta ad accogliervi, vanno costruite reti, servizi, opportunità di lavoro e di formazione perché il ritorno alla vita di comunità non sia un salto nel vuoto ma l’inizio di una nuova possibilità”.

“La città - conclude la sindaca - c’è, vi vede e vi pensa, siete parte viva di Perugia anche lì, siete una parte della nostra comunità e la vostra dignità ci riguarda tutti. Vi siamo accanto oggi e continueremo ad esserlo domani, trasformando insieme il dolore di questi giorni in un impegno concreto perché nessuna di voi si senta sola. Continuate a credere che un futuro diverso è possibile, e insieme faremo in modo che diventi realtà. Con un abbraccio sincero e partecipe”.