di Sabrina Busiri Vici
Corriere dell'Umbria, 5 febbraio 2015
Una detenuta con lunghi capelli biondi raccolti in coda può essere la testimonial della giornata. Lei è davvero contenta di quegli shampoo e creme arrivati in omaggio dall'Azienda farmacie comunali (Afas). Pure gli altri prodotti per la cura della persona, contenuti all'interno di una decina di pacchi, fanno felici gli ospiti del carcere di Capanne. Martedì 3 febbraio, nella sala polivalente, si è conclusa la campagna portata avanti da Afas nel 2014: dieci mesi, da febbraio a dicembre, di raccolta per una solidarietà che va oltre le sbarre.
I clienti delle farmacie del circuito in questi mesi hanno fatto il loro gesto di umanità donando un articolo per la cura della persona e riponendolo nei contenitori all'interno del punto vendita. I risultati sono stati "positivi al di là delle aspettative e significativi per una scelta di vicinanza diretta a chi sta lavorando per migliorare se stesso" commenta il direttore generale Afas, Raimondo Cerquiglini. A ricevere simbolicamente la gran quantità di prodotti è stato un giovane, fra i tanti in sala, che ha parlato spontaneamente a nome di tutti: "Per me la solidarietà è una pianta che bisogna far crescere perché faccia tanti frutti e in tanti possano raccoglierli". Il ragazzo è poi tornato alla sua sedia e ha aggiunto: "Beh, non mi fate l'applauso".
Anche la donna bionda e la sua compagna, una giovane di colore, hanno voluto ringraziare porgendo al presidente Virgilio Puletti un biglietto rosso con un inserto all'uncinetto realizzato da loro. Dentro una bella frase: "La chimica cura e custodisce il corpo. La solidarietà e l'amore curano e custodiscono il cuore. Grazie della vostra presenza". Al clima di festa e di riflessione si sono aggiunte le parole della direttrice del carcere, Bernardina Di Mario, e dell'assessore comunale alle politiche sociali, Edi Cicchi, utili a fare il punto sulle iniziative che mettono in relazione carcere e territorio. "Il Comune di Perugia ha intanto tenuto invariato lo stanziamento diretto alla casa circondariale - annuncia l'assessore - e abbiamo intenzione di sviluppare soprattutto attività di tirocini extracurriculari, intendo le vecchie borse lavoro: periodi di orientamento professionale nelle aziende da svolgere a fine della pena per facilitare un reinserimento nella comunità".
"È un aspetto molto importante - rilancia la direttrice - che abbiamo sperimentato con esito positivo nel progetto cucina e ha portato anche a dei contratti a tempo determinato per un paio di ex detenuti proprio per le loro ottime capacità".
Altra iniziativa utile è la disponibilità offerta dall'amministrazione comunale, e gestita dalla cooperativa Ora d'aria, di una abitazione nel quartiere di San Mariano come punto di appoggio per familiari in visita o detenuti in permesso. "Spesso non ci sono le possibilità per trovare un alloggio in queste occasioni - precisa Di Mario - e avere questa casa per noi è assolutamente necessario". Così come sono utili tutti i servizi che Ora d'aria svolge all'interno del carcere: dalla riscossione delle pensioni alla diffusione di informazioni. Anche per l'Afas i progetti non finiscono qui, ce ne sono altri, assicura il presidente, con il coinvolgimento di altre istituzioni: Caritas e Croce rossa: "Il lavoro è complesso e la solidarietà richiede impegno condiviso".











