di Francesca Marruco
Corriere dell’Umbria, 12 ottobre 2026
C’è un’indagata per la morte della detenuta di 41 anni trovata senza vita il 18 aprile scorso nel carcere di Capanne. La Procura ha chiuso le indagini preliminari nei confronti di una detenuta peruviana di 29 anni, ancora ristretta nello stesso istituto e assistita dall’avvocata Luisa Manini. Secondo l’accusa avrebbe ceduto alla 41enne, anche lei in quel momento a Capanne, eroina in quantità non precisata, con l’aggravante d’aver agito all’interno di un istituto penitenziario. Le viene contestato anche di aver causato, come conseguenza non voluta, la morte della donna, per intossicazione da eroina.
La vittima era stata trovata nella notte da un’agente della polizia penitenziaria addetta alla vigilanza, che aveva dato l’allarme accorgendosi che non respirava; all’arrivo dei sanitari non c’era stato nulla da fare. Sul posto erano intervenuti l’autorità giudiziaria, con il pubblico ministero Laura Reale, e il medico legale. In un primo momento si era ipotizzata una morte per cause naturali, con l’autopsia chiamata a chiarire se avesse assunto un cocktail di farmaci. E proprio dall’esame tossicologico eseguito dal medico legale era emersa la causa della morte. Per l’indagata, dopo la conclusione delle indagini, si avvicina la richiesta di rinvio a giudizio.









